Si chiama Jaswant Singh Chail il ragazzo che ha diffuso un inquietante video di minacce alla Regina Elisabetta e ha tentato di infiltrarsi nel castello di Windsor, proprio dove risiede la Sovrana. Lo stesso giorno, le guardie del palazzo lo hanno arrestato e ora il ragazzo dovrà affrontare un processo e rispondere di accuse molto pesanti.


Minaccia la Regina, poi viene arrestato
Ha solo 20 anni Jaswant Singh Chail, un ragazzo britannico di origini indiane responsabile di un terribile gesto. Lo hanno arrestato il giorno di Natale dell’anno scorso mentre cercava di intrufolarsi nella dimora della Regina d’Inghilterra, armato di balestra. Adesso il ventenne sarebbe in custodia nell’ospedale psichiatrico di alta sicurezza a Broadmoor nel Berkshire. Lui stesso ha rivelato le sue intenzioni durante l’udienza preliminare alla Westminster Magistrates’ Court di Londra nell’ambito del processo che lo vede imputato per la violazione del Treason Act, la legge che punisce i reati di alto tradimento e oltraggio contro la monarchia.
Le prove della sua colpevolezza ci sono. Oltre ad essere colto in flagrante mentre cercava di introdursi nella dimora della Queen, il ragazzo avrebbe detto ad un agente di polizia “sono qui per uccidere la regina” prima di essere arrestato. Inoltre è prova schiacciante un video da lui pubblicato dove spiegava il motivo che lo ha spinto a compiere tale gesto. La prossima udienza è in programma il 14 settembre a Londra.
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Il movente dell’aggressione
Il tabloid The Sun ha diffuso il filmato dove minaccia la regina. Nel video si vede un uomo incappucciato e vestito con una felpa nera. “Mi dispiace per quello che ho fatto e per quello che farò. Tenterò di assassinare Elisabetta, regina della famiglia reale. Questa è una vendetta per coloro che sono morti nel massacro di Jallianwala Bagh del 1919. E’ anche una vendetta per coloro che sono stati uccisi, umiliati e discriminati a causa della loro razza”. Il ragazzo, un sikh indiano, parla del massacro di Amristar o di Jallianwala Bagh. In quell’occasione un generale inglese diede l’ordine di sparare sulla folla che stava assistendo a un comizio giudicato illegale. Ci furono oltre 300 morti.