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“Ci ha lasciato anche lui”. Cinema e tv in lutto: l’attore morto nel modo più triste. La tragedia dopo anni di sofferenza

La lunga battaglia per la salute mentale

A ribadire la volontà di non nascondere la malattia è intervenuto anche il fratello maggiore, l’attore Keith Carradine. La sua testimonianza si inserisce nel tentativo di dare un senso pubblico alla tragedia privata e di affermare che una diagnosi non deve essere vissuta come motivo di vergogna.

Keith Carradine ha dichiarato: “Vogliamo che la gente lo sappia e non c’è niente di cui vergognarsi“. E ha aggiunto: “Voglio celebrarlo per la sua lotta contro questo problema e celebrare la sua anima meravigliosa. Era profondamente dotato e ci mancherà ogni giorno. Troveremo conforto nel vedere quanto potesse essere divertente, quanto fosse saggio, profondamente tollerante e tollerante. Ecco chi era il mio fratellino”.

Le parole del fratello delineano il profilo di una persona apprezzata sul piano umano e professionale, e al tempo stesso segnata da una sofferenza protratta nel tempo. Il riferimento alla malattia mentale viene collocato in modo diretto, come elemento centrale della vicenda e non come dettaglio marginale.

Una dinastia di attori e un dolore già vissuto dalla famiglia

Nato nel 1954, Robert Carradine era il figlio più giovane dell’attore John Carradine. L’ambiente familiare era fortemente legato allo spettacolo: anche i fratellastri maggiori, David Carradine e Bruce, e i fratelli Keith e Christopher hanno intrapreso la carriera di attori, contribuendo a rendere il cognome Carradine uno dei più riconoscibili di Hollywood.

Nel 2009, la famiglia era già stata colpita da un evento drammatico: la morte di David Carradine, avvenuta a 72 anni in una stanza d’albergo in Thailandia per asfissia. In seguito Robert avrebbe collegato l’inizio dei propri problemi a quel lutto, spiegando che proprio quella perdita avrebbe avuto un ruolo nel peggioramento del suo equilibrio psicologico, fino alla diagnosi di disturbo bipolare.

Il disturbo bipolare è una condizione psichiatrica caratterizzata dall’alternanza di fasi depressive e fasi maniacali o ipomaniacali, con intensità variabile. Nelle forme più complesse possono emergere episodi con sintomi psicotici e alterazioni marcate del giudizio. La famiglia, rendendo pubblica la diagnosi, ha scelto di portare all’attenzione un tema spesso accompagnato da incomprensione e stereotipi.

Robert Carradine: immagini dell'attore durante la carriera

La carriera: dal debutto al successo popolare

Il debutto cinematografico di Carradine risale al 1972, quando recitò accanto a John Wayne nel film The Cowboys. Da quel momento avviò un percorso professionale che lo portò a partecipare a produzioni di rilievo in anni in cui il cinema americano attraversava una fase di forte trasformazione.

Tra i titoli citati nella sua filmografia figurano Tornando a casa, film premiato con l’Oscar, e Mean Streets (1973) di Martin Scorsese. Proprio in quest’ultimo, secondo quanto ricordato, interpretò una scena rimasta nota agli appassionati, in cui arrivava a sparare al fratello David. Nel 1980 prese parte a The Long Riders insieme ai fratelli David e Keith, in una pellicola particolare anche per la scelta di riunire sul set diverse coppie di fratelli attori.

Il successo di Robert Carradine

La notorietà più ampia arrivò nel 1984 con la commedia La rivincita dei nerds, in cui interpretò Lewis Skolnick. Per prepararsi al ruolo, trascorse un periodo all’Università dell’Arizona lavorando sotto copertura, presentandosi come uno studente e cercando di comprendere da vicino dinamiche e linguaggi del contesto universitario. Il film si trasformò in un cult e generò tre sequel, usciti nel 1987, 1992 e 1994.

Anni dopo, Carradine fu conosciuto anche dal pubblico più giovane grazie alla serie Disney Lizzie McGuire. Nello show interpretò Sam, il padre della protagonista, accanto a Hilary Duff, comparendo complessivamente in 65 episodi tra il 2001 e il 2004. Per molti spettatori, quel ruolo ha rappresentato l’immagine più familiare e recente dell’attore, legata a una produzione televisiva di grande diffusione internazionale.

Vita privata e vicende giudiziarie: gli elementi resi noti

Sul piano personale, Robert Carradine ebbe una figlia, l’attrice Ever Carradine, nata dalla relazione con Susan Snyder. In seguito sposò Edith Mani, con la quale ebbe due figli, Marika e Ian. Il matrimonio durò 25 anni e si concluse con il divorzio nel 2015.

Durante un procedimento del 2017, Edith Mani sostenne che l’attore avesse tentato di ucciderli entrambi in un incidente d’auto in Colorado nel 2015. In quel contesto, Carradine ammise di essersi trovato in uno “stato psicotico”. L’episodio viene ricordato come uno degli elementi che, negli anni, hanno segnato la sua vicenda personale e il rapporto con la malattia.

Il messaggio finale: riservatezza e attenzione allo stigma

La famiglia ha chiesto rispetto e riservatezza nel periodo del lutto, ma al tempo stesso ha voluto che la storia di Robert Carradine non si esaurisse in un annuncio. L’intento dichiarato è quello di contribuire a una maggiore consapevolezza pubblica sul disturbo bipolare e, più in generale, sulla salute mentale.

Resta il percorso di un interprete che ha attraversato cinema e televisione per decenni, lasciando ruoli che hanno segnato generazioni diverse. E resta anche una vicenda umana che, per volontà dei familiari, viene raccontata senza reticenze, nella speranza che possa favorire comprensione e attenzione verso chi vive condizioni simili. Eventuali ulteriori dettagli, se emergeranno, dipenderanno da comunicazioni ufficiali e dagli sviluppi delle verifiche legate alle circostanze del decesso.

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