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“Per favore no…”. Enrica Bonaccorti, la sua ultima richiesta: sapeva di andare incontro alla fine e ha voluto così

“Al mio funerale non voglio fiori”: la richiesta che ha colpito il pubblico

Nella stessa conversazione televisiva, Enrica Bonaccorti aveva espresso anche un desiderio molto preciso in merito al giorno del funerale. Si tratta di una richiesta semplice, ma dal forte valore simbolico, che aveva attirato l’attenzione per la chiarezza con cui era stata formulata.

Le sue parole, riportate integralmente, erano state: “Al mio funerale non voglio altri morti, i fiori lasciateli al vento. I fiori tagliati mi danno una sensazione di morte, non sono vivi. Al mio funerale non voglio fiori”.

Enrica Bonaccorti, immagine commemorativa

Una carriera tra televisione, radio e teatro

Con la sua morte si chiude un capitolo rilevante della storia dello spettacolo italiano. Nel corso della carriera, Enrica Bonaccorti ha lavorato in diversi ambiti, alternando la presenza in televisione all’attività radiofonica e teatrale. Per molti anni è stata riconosciuta come una voce familiare per il pubblico, anche grazie a uno stile comunicativo immediato e alla capacità di costruire un rapporto diretto con gli spettatori.

Nel tempo, la sua figura è rimasta associata a una conduzione essenziale e concreta, oltre che a una modalità di racconto personale che ha trovato spazio soprattutto nelle interviste degli ultimi anni. La decisione di parlare della malattia, pur arrivata in una fase avanzata del percorso, è stata letta come un gesto di trasparenza verso chi la seguiva.

Negli ultimi mesi, la progressiva riduzione delle apparizioni pubbliche aveva reso evidente che le sue condizioni richiedevano un’attenzione diversa e un impegno costante nelle cure. Dopo aver scelto inizialmente il silenzio, Bonaccorti ha poi aggiornato il pubblico con parole che hanno restituito la complessità di un periodo segnato da trattamenti pesanti e da un quadro clinico variabile.

Oggi il ricordo di Enrica Bonaccorti resta legato sia alla lunga attività professionale sia alle dichiarazioni con cui ha raccontato, senza cambiare registro e senza alterare i toni, l’ultima fase della sua vita: una testimonianza che, per la sua sobrietà e precisione, ha lasciato un segno nel pubblico che l’ha seguita per decenni.

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