La difesa di Stasi e l’ipotesi dell’istanza a novembre
Sul fronte difensivo, l’avvocato Antonio De Rensis aveva indicato una fase avanzata nella preparazione della richiesta di revisione. L’ipotesi prospettata era quella di un deposito dell’istanza intorno alla metà di novembre.
Questa previsione ha però aperto un confronto tra gli esperti. Il punto centrale riguarda la concreta possibilità di predisporre in tempi brevi un’istanza completa e sostenuta da elementi idonei a superare la valutazione di ammissibilità.
La revisione di un processo definitivo è infatti uno strumento eccezionale. Prima del merito, i giudici dovranno valutare se la domanda presenti i requisiti previsti dalla legge.
Roberta Bruzzone: dubbi sui tempi della revisione
Durante la trasmissione condotta da Alberto Matano, è emersa cautela sulla rapidità dell’operazione. Il conduttore ha sottolineato la percezione di un percorso caratterizzato da passaggi burocratici e giudiziari complessi.
Roberta Bruzzone ha precisato che il suo non sarebbe semplice scetticismo, ma una valutazione tecnica. Con un riferimento alle tempistiche indicate dalla difesa, la criminologa ha affermato: “Avete fatto male i conti”.
Bruzzone ha inoltre usato il paragone con la gestazione degli elefanti per evidenziare quanto, a suo giudizio, una procedura di questo tipo richieda tempi lunghi. La sua posizione è che le scadenze prospettate sarebbero difficilmente compatibili con la complessità del caso.
Caso Garlasco, cosa può accadere ora
Il confronto mostra due approcci diversi: da una parte la volontà della difesa di percorrere le strade previste dall’ordinamento per contestare la sentenza, dall’altra la prudenza di chi richiama i vincoli tecnici e procedurali della revisione del processo.
Al momento, resta da verificare quando l’istanza verrà effettivamente depositata e quale sarà la valutazione dei giudici competenti sulla sua ammissibilità. Solo dopo questi passaggi sarà possibile comprendere se si aprirà una nuova fase giudiziaria.
Il delitto di Garlasco resta così uno dei casi più discussi della cronaca giudiziaria italiana. La vicenda continua a dividere l’opinione pubblica, mentre l’attenzione rimane rivolta alle prossime mosse sul piano legale.

