Le reazioni delle colleghe e il nodo della tempistica
Alla presa di posizione di Tanas si sono aggiunti altri interventi. Tra questi, quello di Claudia Laruccia, anche lei ballerina del gruppo coinvolto nell’esibizione di Samurai Jay e presente sul palco nella stessa performance. In un contenuto pubblicato su Instagram, Laruccia ha contestato l’impostazione del commento e il modo in cui sarebbe stata esposta una ballerina: «Mi sembra un po’ assurdo scrivere leggerezza sminuendo, ridicolizzando e postando una foto di una ballerina».
La collega ha poi chiarito che, nella sua lettura, la questione non riguarda il capo di abbigliamento in sé, ma l’effetto prodotto dalle parole: «Il problema non sono i jeans, ma i commenti che si fanno senza pensare a come si potrebbe sentire la persona in questione».
Un altro elemento evidenziato è la collocazione della battuta nella sequenza della serata. Laruccia ha richiamato la contraddizione tra un momento leggero e l’immediata vicinanza con il blocco successivo dedicato al rispetto e alla violenza di genere, definendo la tempistica «poco prima di parlare di rispetto per le donne».
Nel complesso, le reazioni delle ballerine hanno contribuito a spostare l’attenzione dall’episodio isolato al tema più ampio del linguaggio e del modo in cui vengono trattate, in televisione, figure professionali che lavorano sul palco in contesti di grande esposizione mediatica.
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La replica di Carlo Conti e il dibattito sul linguaggio in tv
Di fronte all’aumento delle critiche, Carlo Conti è intervenuto per spiegare il significato del commento. La posizione del conduttore, secondo quanto riportato, è che si sia trattato di una battuta priva di intenzioni offensive, inserita con l’obiettivo di mantenere un tono leggero tra un’esibizione e l’altra.
Il chiarimento, tuttavia, non ha chiuso la discussione: le dichiarazioni di Tanas e Laruccia hanno mostrato come la percezione di chi era direttamente coinvolto e di parte del pubblico sia stata differente. Il punto di frizione, in questa dinamica, è diventato il confine tra ironia e percezione di svilimento, soprattutto quando l’oggetto del commento riguarda l’aspetto fisico o l’abbigliamento di una persona.
Il caso ha anche evidenziato una questione tipica dei grandi eventi televisivi: in un contesto seguito da milioni di spettatori, ogni frase pronunciata può essere rilanciata, decontestualizzata o interpretata in modi diversi, con effetti immediati sull’immagine dei protagonisti e sul clima del dibattito pubblico.