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Corona vuota il sacco in Rai: ecco perché ha voltato le spalle a Signorini

“Non è vendetta”: il bersaglio è il sistema

Quando Massimo Giletti incalza sul vero motivo dell’attacco, Corona alza ulteriormente il tiro. Ribadisce che non si tratta di una vendetta personale e sostiene che il suo obiettivo non sia l’uomo Signorini, ma ciò che rappresenta: uno degli snodi centrali del sistema mediatico italiano. Spiega di essere entrato in quel sistema con l’idea di distruggerlo dall’interno, perché, afferma, è lo stesso che ha distrutto suo padre. Secondo questa versione, Signorini diventa il simbolo di un potere più ampio, non il movente reale dello scontro. Fabrizio Corona ammette di sapere che attaccare figure così centrali comporta rischi, ma rivendica la scelta di non fermarsi. “Cosa si è rotto nel rapporto con lui? Io sono entrato in quel sistema che ha distrutto mio padre, con un fine unico: entrare dentro per poi distruggere quel sistema. Io non ho attaccato Signorini perché ce l’ho con lui e ribadisco che la mia non era una vendetta, non mi importa nulla di questo. Io ho attaccato l’elemento più importante del sistema della comunicazione, uno degli uomini più importanti di Mediaset. Io voglio ostacolare il potere. Non lavoro per nessuno. Certo che rischio, lo so, ma io non mi fermo qui“, lo sfogo durissimo di Corona.

Fabrizio Corona durante un intervento pubblico

Le mancate pubblicazioni e l’addio a Chi

Nel suo intervento, Corona aggiunge un dettaglio che ha fatto discutere: da due anni Chi non lo pubblica più. Precisa però che non è questo il motivo delle sue accuse. Cita anche il mancato invito alla festa per i 30 anni del settimanale, ma minimizza: il problema, sostiene, è che il vero Chi non esiste più. Una dichiarazione che suona come un commiato definitivo da un mondo che, per anni, lo ha visto protagonista.

Resta l’ultima domanda, forse la più scomoda: è davvero credibile che tutto nasca da un’improvvisa indignazione morale? Che l’uomo raccontato anche nella serie Netflix Io sono notizia abbia agito per un risveglio etico, dopo aver visto un’intervista sull’amore? Il dubbio resta forte. Più che uno slancio morale, quello di Corona appare come un nuovo capitolo di una battaglia contro il potere mediatico, combattuta con le armi che conosce meglio: esposizione, conflitto, provocazione. E il caso Signorini, ormai, sembra destinato a restare a lungo sotto i riflettori.

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