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Davide Iacopini aggredito a Roma, le immagini subito prima dell’attacco: il video della minicar

Minicar nera, adesivi e luci led: come è stata individuata

Per risalire alla vettura, gli investigatori si sarebbero concentrati su alcuni particolari visibili nei filmati. La minicar nera presentava adesivi sulla carrozzeria, un led rosso in corrispondenza della targa e una luce led bianca sul fascione posteriore.

Si tratta di elementi che, valutati insieme, avrebbero permesso di differenziare il veicolo da altre automobili dello stesso modello. Le immagini di diverse telecamere sono state quindi confrontate con le informazioni raccolte sul territorio.

Un passaggio decisivo sarebbe arrivato nella mattinata di martedì 13 ottobre, quando un residente di Monteverde avrebbe segnalato agli investigatori una vettura compatibile con quella cercata. «C’è una minicar nera che gira con adesivi», avrebbe riferito.

Indicazioni utili sarebbero giunte anche da un meccanico della zona. L’incrocio fra tali segnalazioni e il materiale video avrebbe infine consentito di identificare il mezzo e i due giovani coinvolti.

Fermati due minorenni: «Lo abbiamo fatto solo per divertimento»

I due minorenni sono stati individuati e fermati nella notte tra il 13 e il 14 ottobre. Secondo quanto riportato dalle prime ricostruzioni, il ragazzo di 17 anni avrebbe ammesso la propria posizione nella vicenda, mentre il sedicenne avrebbe avuto un atteggiamento più distaccato.

Agli investigatori sarebbe stata riferita la frase: «Lo abbiamo fatto solo per divertimento». Una dichiarazione che, se confermata, farebbe emergere l’assenza di un movente personale nei confronti della vittima.

Secondo gli elementi disponibili, i due non avrebbero manifestato pentimento né formulato scuse per quanto accaduto. Avrebbero inoltre piccoli precedenti per furto, circostanza che rientra negli approfondimenti degli investigatori.

Resta da chiarire in modo completo il contributo individuale di ciascuno dei ragazzi, nell’ambito di un procedimento che dovrà rispettare tutte le garanzie previste per gli indagati minorenni e il principio di presunzione di innocenza.

Sei aggressioni attribuite ai due ragazzi e indagini in corso

L’aggressione ai danni dell’attore potrebbe non essere un caso isolato. Gli investigatori ritengono che i due minorenni possano essere collegati a sei episodi complessivi, tutti riconducibili all’uso della stessa minicar nera.

Quello avvenuto il 5 ottobre sarebbe l’episodio più grave, considerate le conseguenze subite da Davide Iacopini. Le forze dell’ordine hanno esaminato ulteriori filmati per verificare eventuali collegamenti fra gli altri casi e gli spostamenti del veicolo.

Restano da definire le circostanze delle ulteriori aggressioni, le persone coinvolte e le eventuali responsabilità. Il fascicolo passa ora alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni.

Nel frattempo, l’attenzione resta concentrata sulle condizioni dell’attore, ricoverato al San Camillo dopo le due operazioni. Gli accertamenti proseguono per ricostruire ogni passaggio di una vicenda che descrive un gesto improvviso e dalle conseguenze drammatiche.

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