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Laura Pausini e l’Inno di Mameli, dopo Vasco Rossi interviene (a bomba) anche Morgan: “Ciò che avete visto…” (VIDEO)

Il richiamo alla tradizione musicale italiana e la citazione su terminologia e compositori

Nel prosieguo del commento, Morgan ha ampliato il ragionamento collegandolo al ruolo storico dell’Italia nello sviluppo della musica occidentale, citando anche Robert Schumann e l’importanza dei compositori italiani. “In quello l’Italia ha un importantissimo ruolo. Tant’è vero che il grande musicista Robert Schumann, nelle 100 regole di vita musicale, dice che qualsiasi musicista deve per forza conoscere i compositori italiani, perché è uno dei fondamenti, la storia della musica italiana che parte da molto lontano, dall’invenzione della notazione musicale ed è per questo che la musica in tutto il mondo ha ancora la terminologia italiana ‘adagio, rallentato, glissando, legato, tempo, maestro, orchestra, cello, presto, fortissimo, pianissimo’”.

Nella parte conclusiva, Castoldi ha aggiunto un’ulteriore considerazione sull’opportunità di valorizzare la specificità culturale italiana in contesti internazionali: “Quando noi dobbiamo fare un inno, con il tutto il mondo che ci guarda, bisognerebbe appropriarsi dell’italianità e non fare quelli senza carattere, senza personalità”.

Morgan e Laura Pausini in un contesto legato al dibattito sull'Inno di Mameli

Le contestazioni sull’“americanizzazione” e il riferimento a Morricone e Donaggio

Secondo quanto sostenuto da Morgan, durante lo show di apertura delle Olimpiadi di Milano Cortina l’inno sarebbe stato privato di elementi ritenuti essenziali per la sua identità. Il cantautore ha indicato come possibile una modernizzazione, ma a condizione che venga preservata una struttura riconoscibile e coerente con la tradizione, citando esempi legati a Ennio Morricone e Pino Donaggio. “Quando un’orchestra suona un repertorio, non è che si può modernizzare a caso. Va bene, rimodernare, ma farlo nella logica dell’essenza della musicalità italiana. Al limite è quello di Morricone, proprio vogliamo un’americanizzazione”.

Nel suo intervento, Morgan ha inoltre esteso le critiche anche alla politica, accusando superficialità e una ridotta capacità di rappresentare e promuovere la cultura italiana all’estero.

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Le altre reazioni: il post di Selvaggia Lucarelli e la difesa di Iva Zanicchi

Dopo l’esibizione dell’Inno di Mameli, sono arrivate considerazioni anche da altri commentatori. Alcuni giudizi si sono concentrati direttamente sull’interpretazione, con toni più duri. Selvaggia Lucarelli, ad esempio, ha scritto su Instagram: “A Laura Pausini è rimasta solo da fare la cover di Buon compleanno e rovinerà pure Buon compleanno”.

In difesa della cantante è intervenuta anche Iva Zanicchi, richiamando la carriera e il profilo internazionale di Laura Pausini, in un momento che, per la risonanza della cerimonia e per l’eco mediatica, si è trasformato in uno degli episodi più discussi del suo recente ritorno.

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