Carlo Casi, morto a 83 anni il volto storico della tv
È morto a 83 anni Carlo Casi, uno dei volti più riconoscibili del giornalismo sportivo aretino e storico punto di riferimento del piccolo schermo. Per moltissimi, Carlo Casi era uno dei simboli di Teletruria, l’emittente con cui ha legato il suo nome per decenni. La sua presenza, sempre composta, entrava nelle case con un tono riconoscibile: mai urlato, mai sopra le righe. Un modo di raccontare che non cercava l’effetto, ma la chiarezza.
Teletruria e la tv locale: una carriera durata quasi quarant’anni
La sua esperienza in televisione ha attraversato stagioni diverse, dagli anni Ottanta fino al 2018, rimanendo un riferimento stabile nel racconto quotidiano dello sport locale. In un mondo che cambiava velocemente, lui sembrava restare fedele a un’idea semplice e potente: informare con misura e competenza.

Un giornalismo sportivo fatto di passione e precisione
La passione per lo sport era il suo tratto più evidente. Non una passione rumorosa, ma un’attenzione costante, metodica, costruita su anni di campi, palazzetti, gare e allenamenti. Nel tempo aveva raccontato rugby, ciclismo, pallavolo, basket e atletica leggera, diventando per gli appassionati una voce affidabile e autorevole.
Eppure, tra tutte le discipline, ce n’era una che sembrava accendere qualcosa in più: la boxe. A quel mondo aveva dedicato servizi, approfondimenti e racconti, seguendo da vicino le imprese di pugili aretini amatissimi come Loris Calamati, Adriano Nicchi e Leonardo Fiordigiglio. Era il tipo di narrazione che sapeva unire tecnica e cuore, cronaca e atmosfera.
Non solo televisione: il lavoro sulla carta e il rapporto con i lettori
Oltre al piccolo schermo, Carlo Casi aveva portato la sua esperienza anche sulla stampa locale, collaborando con il Corriere di Arezzo. La stessa attenzione ai dettagli, lo stesso rispetto per il lettore: cambiano i tempi e i mezzi, ma certi modi di raccontare restano riconoscibili.
Chi lo ha incrociato in redazione o lungo un evento sportivo ricorda soprattutto il suo garbo. Un professionista capace di essere presente senza imporsi, disponibile con i colleghi, attento a lasciare spazio ai fatti. In un periodo in cui spesso la notizia viene “spinta” per farsi notare, lui la accompagnava, con sobrietà.
Programmi di approfondimento e attualità: il volto che sapeva raccontare anche oltre lo sport
Nel corso degli anni, infatti, non si era occupato soltanto di sport. Aveva preso parte anche a trasmissioni di attualità e programmi di approfondimento, portando preparazione e un taglio concreto ai temi affrontati. Era un modo di stare in video che faceva sentire il pubblico in buone mani.
Camera mortuaria e funerali: l’ultimo saluto ad Arezzo
La salma è stata composta nelle camere mortuarie dell’ospedale di Arezzo. I funerali si svolgeranno lunedì nel Duomo della città. In queste ore, intanto, continuano ad arrivare messaggi di cordoglio: alla famiglia, ai colleghi e alla redazione che per anni è stata la sua casa professionale.
Resta la sensazione, nitida e difficile da scacciare, che certe presenze non se ne vadano davvero in un attimo. Restano nei ricordi, nelle frasi ripetute quasi senza pensarci, in quella familiarità che solo il piccolo schermo sa costruire quando entra nelle nostre giornate con rispetto. E forse è proprio questo il saluto più vero: gratitudine, per aver raccontato una città e la sua gente con misura, passione e umanità.