La sua vita, intanto, resta un romanzo fatto di studio, libri, impegno e battaglie civili. Ma il retroscena che oggi rimbalza ovunque è proprio questo: l’idea di una donna attiva fino all’ultimo, presente, operativa, con l’energia di chi ha sempre qualcosa da dire (e da fare) per i più giovani.
Le testimonianze in tv: le frasi su Maria Rita Parsi che hanno colpito tutti
Tra i ricordi più condivisi c’è quello di Vladimir Luxuria, che all’Ansa ha ricostruito il loro ultimo incontro in Rai. Parole che suonano semplici, ma che oggi pesano tantissimo: “Solo giovedì scorso si sentiva benissimo, pur lamentando un forte dolore alla gamba. Le ho detto di farsi vedere da un medico e mi ha risposto che lo avrebbe fatto”.
In diretta a Storie italiane, Eleonora Daniele ha insistito su un punto, più volte, con la voce di chi ancora sta cercando di metabolizzare: Parsi “non aveva nulla, non era malata”. E poi quel dettaglio domestico, quasi da scena cinematografica del mattino, che rende tutto più reale: “Arrivava qui la mattina con la sua bottiglietta d’acqua, mi sorrideva e mi chiedeva ‘Come stai?’”.

In tv è intervenuta anche Caterina Balivo, puntando i riflettori su un aspetto che, diciamolo, oggi sembra quasi fuori moda: la gratuità. Sì, perché Parsi non passava in studio “per presenza”, ma per una missione personale. E Balivo l’ha riassunta così: “Ha fatto tantissimo per i bambini, era una persona unica. È sempre stata ospite gratuitamente, il suo era un ‘servizio pubblico’. Ogni volta che cambiava il governo, lei andava e diceva che bisognava fare qualcosa in più per i bambini”.
Il cordoglio è arrivato anche dai volti dell’informazione del mattino: Francesco Vecchi a Mattino Cinque ha parlato di “un grande dispiacere” e l’ha definita “una grande professionista che si occupava dei più piccoli e dei più fragili”. E Federica Panicucci ha tagliato corto, con una frase che fotografa lo stato d’animo generale: “Questa notizia ci ha lasciato sgomenti”.
Chi era Maria Rita Parsi: psicologa, scrittrice e volto noto della tv
Dietro il nome Maria Rita Parsi c’è una carriera enorme: psicologa, psicopedagogista, psicoterapeuta, docente universitaria e autrice di più di cento pubblicazioni tra saggi e testi divulgativi. Non proprio il classico curriculum da “ospite televisiva”: lei in tv ci arrivava con competenze e contenuti, e si vedeva.
Nel suo percorso ci sono anche ruoli istituzionali di peso, dall’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza al Comitato ONU sui diritti del fanciullo. Una di quelle figure che, mentre tu cambi canale, stanno letteralmente influenzando politiche e sensibilità su temi delicatissimi.
Movimento Bambino e Carta di Alba: le battaglie (anche contro i rischi della rete)
Nel 1986 le è stato conferito il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Ma c’è un passaggio che, oggi, torna particolarmente attuale: nel 2005 ha fondato Movimento Bambino, onlus dedicata alla tutela dei minori e al contrasto degli abusi.
Tra le iniziative più citate spicca la Carta di Alba (2006), un documento che affrontava i rischi della rete per bambini e adolescenti. Detto in modo semplice: quando molti ancora vedevano internet come una “novità simpatica”, lei già metteva nero su bianco le zone d’ombra.

Il cordoglio istituzionale e cosa resta oggi
Il ricordo di Parsi è arrivato anche dalle istituzioni: i ministri Giuseppe Valditara, Orazio Schillaci ed Eugenia Roccella ne hanno sottolineato l’impegno nella difesa dei diritti dei più piccoli. Un riconoscimento che conferma quanto la sua voce fosse ascoltata anche fuori dagli studi televisivi.
Resta il vuoto, certo. Ma resta anche un’eredità fatta di metodo, di parole e di battaglie. E in queste ore, tra commozione e incredulità, l’impressione è una: la storia di Maria Rita Parsi non si chiude con una notizia improvvisa, ma continua in tutto ciò che ha costruito e in ciò che, inevitabilmente, ora molti si aspettano venga portato avanti.