Matilde Gioli e la morte di Kalel: il messaggio su Instagram
A rendere pubblico il lutto è stata la stessa Matilde Gioli, con una foto al mare che oggi ha un significato completamente diverso. In quell’immagine c’è la leggerezza di una giornata insieme, ma anche la testimonianza di un rapporto che per sei anni ha segnato la sua quotidianità. Un cane, a volte, sa diventare famiglia senza bisogno di grandi presentazioni.
Nel lungo post social, l’attrice ha ricordato gli ultimi momenti con Kalel e la fatica di accettare il distacco. Le sue parole hanno colpito il pubblico proprio per la loro sincerità: “Non ero pronta per questo dolore. Ero pronta per tante altre cose ma non per questo. Mi hai donato i sei anni più profondi, divertenti, significativi e intensi della mia vita. Hai lottato come un drago fino alla fine ma poi mi hai guardata e mi hai detto mamma sono stanco”.
È un passaggio che racconta una separazione sofferta, senza retorica. Matilde Gioli descrive Kalel come un animale forte, un piccolo “drago” che avrebbe lottato fino alla fine. Resta il dolore per un’assenza improvvisa nella vita di tutti i giorni, ma anche il ricordo di un amore che, secondo quanto emerge dal suo messaggio, l’ha aiutata a diventare più consapevole.

Il legame con Kalel e la crescita personale dell’attrice
L’addio di Matilde Gioli non si limita al racconto della perdita. L’attrice ha spiegato quanto Kalel abbia influito sul suo percorso personale, attribuendogli una sorta di missione affettuosa e inaspettata: “Credo che tu sia venuto su questo mondo con la precisa missione di rendermi migliore e aiutarmi a crescere. L’hai fatto amore mio, grazie a te ho scoperto di avere una forza che non mi sarei mai sognata. Temo che tu abbia mollato proprio perché hai sentito che io potevo camminare da sola e a quel punto hai deciso di lasciarti andare e riposare in pace. Sappi che non ero pronta a vivere senza di te. Mi sta sanguinando il cuore e vorrei tornare indietro nel tempo solo per poterti ancora sentir respirare sul mio petto. Grazie Kalel per quello che hai fatto per me, con te muore una parte della mia anima. Ora riposa tranquillo e corri sulle spiagge come ti piace tanto fare”.
Un testo lungo e molto personale, in cui compare anche l’immagine delle spiagge tanto amate da Kalel. Il dettaglio non è casuale: il mare, la natura e gli animali sono elementi ricorrenti nel racconto pubblico dell’attrice. Ed è forse proprio questo a rendere il suo saluto così coinvolgente, perché non parla soltanto della fine di una convivenza, ma della perdita di un punto fermo.
L’amore di Matilde Gioli per il mondo animale è noto da tempo. In passato aveva raccontato di vivere con tre gatti, due cani e due cavalli, una compagnia decisamente vivace che, a giudicare dai numeri, non lascia molto spazio alla noia. Nonostante gli impegni professionali, l’attrice ha sempre mantenuto un legame costante con la natura: “La vita per me è nella natura, lì mi rispecchio. Il dna dei miei avi, pittori macchiaioli che dipingevano casali, prati fioriti e cavalli, mi ha forgiata”.

Matilde Gioli, i cavalli e una passione nata sul set
Tra gli animali che hanno un posto speciale nella vita dell’attrice ci sono anche i cavalli. La passione sarebbe nata durante le riprese del film I moschettieri del re, diretto da Giovanni Veronesi. Un’esperienza professionale da cui Matilde Gioli ha portato con sé anche un ricordo curioso e decisamente surreale: “Ricordo le risate, c’era il servo muto che in battaglia veniva ucciso e lui a pranzo si appoggiava sulle frecce conficcate nel petto, le usava come vassoio. Lì è esploso il mio amore per i cavalli”.
Da allora Nadador e Cricchetto sono entrati nella sua quotidianità. Il rapporto con loro, ha spiegato l’attrice, le avrebbe insegnato pazienza e autocontrollo, qualità che i cavalli pretendono con una sincerità quasi spiazzante. “Si fanno capire eccome, se ho una indecisione o commetto un errore, mi danno un morsetto. È un dialogo immediato, senza filtri, imparo tanto da loro. Ero iperattiva e pasticciona, con loro devo essere calma e non alzare mai la voce. Ho portato nella vita queste cose”.
La carriera di Matilde Gioli, iniziata al cinema nel 2013 con Il capitale umano e consolidata dalla popolarità di Doc – Nelle tue mani accanto a Luca Argentero, continua dunque a intrecciarsi con una dimensione privata molto legata agli animali. La morte di Kalel lascia un vuoto che non può essere colmato in fretta. Restano, però, sei anni di ricordi e le parole di un addio che hanno fatto commuovere il pubblico.
