
L’inchiesta sulla tragedia avvenuta nella Bassa Reggiana continua a fare luce su quanto accaduto. Dopo il decesso di Alessandro Magnani, il nome di Paolo Belli è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio stradale. Si tratta di un passaggio previsto dalla legge, ma sono ancora molti gli aspetti che dovranno essere chiariti dagli investigatori. Tra questi c’è anche un elemento che potrebbe rivelarsi decisivo per il futuro del procedimento.

Perché Paolo Belli è stato iscritto nel registro degli indagati
La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale dopo la morte di Alessandro Magnani, il 41enne deceduto in seguito all’incidente avvenuto il 13 luglio a Cognento, in provincia di Reggio Emilia.
L’iscrizione di Paolo Belli nel registro degli indagati rappresenta un atto dovuto quando si verificano episodi di questo tipo e consente di svolgere tutti gli accertamenti previsti dalla legge, garantendo al tempo stesso il pieno esercizio del diritto di difesa.
Il cantante potrà così prendere visione degli atti dell’indagine e partecipare, attraverso i propri consulenti, agli accertamenti tecnici che saranno effettuati nel corso dell’inchiesta.
Cosa rischia Paolo Belli
L’ipotesi di reato contestata è quella di omicidio stradale, disciplinata dall’articolo 589-bis del Codice penale.
Per questa fattispecie la pena prevista, nella forma base, va da 2 a 7 anni di reclusione.
Al momento non risultano contestate aggravanti come la guida in stato di ebbrezza, sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o altre circostanze che potrebbero comportare un aumento della pena.
Naturalmente, qualsiasi valutazione sulle eventuali responsabilità potrà essere effettuata soltanto al termine delle indagini.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva