Il sostegno di Travaglio e il fronte pro-Corona
Oltre a Siffredi, anche Marco Travaglio ha espresso il proprio punto di vista sulla vicenda, intervenendo in televisione. Pur con toni diversi, l’intervento del direttore de Il Fatto Quotidiano è stato letto come una difesa del principio di libertà di espressione e come una critica al ruolo delle piattaforme digitali nel decidere cosa può restare online e cosa no.
Queste prese di posizione hanno rafforzato il fronte di chi considera Corona un soggetto scomodo ma capace di portare alla luce verità che altrimenti resterebbero nascoste. Una narrazione che trova spazio soprattutto sui social, dove il tema della censura è diventato rapidamente virale.
Travaglio ha servito di nuovo pic.twitter.com/JY8EsWkM98
— Lara Croft (@zerofiltri25) February 3, 2026
La replica di Selvaggia Lucarelli: regole, non censura
Di segno opposto l’intervento di Selvaggia Lucarelli, che ha scelto di commentare la vicenda attraverso una storia su Instagram senza citare direttamente il nome di Fabrizio Corona. Il messaggio, tuttavia, è apparso immediatamente riconducibile al caso.
Lucarelli ha richiamato l’attenzione sulle regole e sulle responsabilità legali, sottolineando come determinati comportamenti – insulti, minacce, diffusione di chat e foto private, linguaggio volgare – non rientrino nella libertà di espressione, ma possano configurare violazioni precise. Nel suo intervento ha fatto un paragone esplicito con ciò che accadrebbe in uno spazio pubblico fisico, come una piazza, ribadendo che la rimozione dei contenuti non equivale automaticamente a censura.
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Il caso approda in Tribunale e divide l’opinione pubblica
Nel frattempo, la vicenda è già approdata in Tribunale, aggiungendo un livello giudiziario a una storia che si muove tra social, televisione e stampa. L’opinione pubblica appare fortemente spaccata: da un lato chi vede in Corona una figura che sfida il sistema e denuncia ipocrisie, dall’altro chi lo considera responsabile di una comunicazione aggressiva e lesiva per terzi.
Il dibattito ruota attorno a un nodo centrale: il confine tra diritto di parola e tutela delle persone coinvolte. Un tema che, con l’intervento di personaggi come Siffredi e Lucarelli, ha assunto una dimensione ancora più ampia, diventando uno specchio delle tensioni che attraversano oggi il rapporto tra informazione, social network e giustizia.