Il caso Morandi–Tredici Pietro e la reazione sui social
Il riferimento più diretto è alla performance che ha coinvolto Gianni Morandi e Tredici Pietro. Nella lettura di Gassmann, l’episodio rappresenterebbe un esempio di incoerenza rispetto all’impostazione richiamata, perché avrebbe consentito un’apparizione familiare in una cornice di forte visibilità.
La discussione si è rapidamente spostata online. La dinamica tipica dei social ha amplificato il contenuto del post, generando un confronto tra utenti sul tema del rispetto delle regole e sui criteri con cui vengono costruite alcune scelte editoriali e di scaletta. Il punto, per come emerge dall’intervento dell’attore, resta tuttavia circoscritto alla coerenza organizzativa e non alla valutazione artistica dell’esibizione.
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Trasparenza e uniformità: il tema sollevato sull’organizzazione Rai
Nel suo intervento, Alessandro Gassmann collega la vicenda a una questione di metodo: la necessità che le norme siano chiare e applicate allo stesso modo, indipendentemente dai nomi coinvolti. L’affermazione “le regole non sono uguali per tutti“ viene proposta come sintesi di una critica alla gestione del potere e ai possibili margini di discrezionalità nelle decisioni organizzative.
In termini di cronaca, il caso mette in evidenza come il Festival di Sanremo sia non solo un evento musicale, ma anche un appuntamento televisivo in cui le scelte di scaletta, le presenze sul palco e le regole di partecipazione assumono una rilevanza immediata. La vicenda, così come riportata, ruota attorno a questi elementi: ordine delle esibizioni, rispetto dei vincoli annunciati e percezione di equità nella gestione complessiva della manifestazione.