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“Vergogna”. Antonella Clerici e Mara Venier, i discorsi sulle tragedie di Crans Montana

Mara Venier commossa a Domenica In: “Si devono solo vergognare”

Anche Domenica In si è aperta con un momento di raccoglimento dedicato alla tragedia di Crans-Montana. Mara Venier, visibilmente emozionata, ha parlato delle vittime e dei loro familiari, definendo l’accaduto “molto difficile da raccontare”. La conduttrice ha sottolineato come, da genitori e nonni, sia impossibile non immedesimarsi nel dolore di chi ha perso un figlio.

Venier ha poi rivolto un attacco diretto a chi, sui social, ha criticato i ragazzi per aver avuto i cellulari in mano durante l’accaduto. Secondo la conduttrice, si tratta di giudizi fuori luogo, soprattutto considerando che molti giovani non avevano compreso immediatamente cosa stesse succedendo e che nessun adulto li aveva avvisati del pericolo. “Davanti a una tragedia così si devono solo vergognare”, ha dichiarato senza mezzi termini.

La difficoltà di raccontare una tragedia in tv

Prima di proseguire con la puntata e accogliere in studio Raoul Bova, Mara Venier ha ammesso di non aver voluto aprire Domenica In con una notizia del genere, ma di averlo ritenuto necessario. Ha ribadito la vicinanza alle famiglie delle vittime, provenienti da diverse parti d’Europa, e la speranza che venga fatta piena chiarezza sull’accaduto.

Le sue parole hanno messo in evidenza il delicato equilibrio tra informazione, rispetto del dolore e intrattenimento televisivo, soprattutto quando le tragedie coinvolgono minorenni.

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Reazioni sui social e polemiche senza fine

Dopo gli interventi di Antonella Clerici e Mara Venier, i social network si sono ulteriormente divisi. Da una parte c’è chi ha apprezzato la loro presa di posizione, considerandola un richiamo necessario al rispetto e alla responsabilità. Dall’altra, sono continuati commenti critici e discussioni accese, spesso caratterizzate da toni duri e giudizi sommari.

Il caso di Crans-Montana è così diventato anche un esempio emblematico di come, nell’era dei social, ogni tragedia rischi di trasformarsi in un’arena pubblica dove l’opinione personale viene espressa senza filtri, anche quando il contesto richiederebbe silenzio e cautela.

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