La tracheostomia del 9 ottobre e i primi segnali positivi
Una delle tappe principali del ricovero risale al 9 ottobre, data in cui Vittorio Sgarbi è stato sottoposto a una tracheostomia percutanea. La procedura prevede la creazione di un’apertura nella trachea, necessaria per favorire il passaggio dell’aria e rendere possibile il supporto respiratorio.
Nei giorni successivi erano stati segnalati alcuni miglioramenti sia nel quadro polmonare sia in relazione alla microembolia polmonare riscontrata nel corso della degenza. Non era stato tuttavia possibile sospendere la ventilazione assistita, circostanza che confermava la necessità di proseguire con prudenza l’assistenza clinica.
Il 21 ottobre era arrivato un ulteriore aggiornamento sulle condizioni dell’ex sottosegretario, con indicazioni di un’evoluzione positiva pur in presenza di una prognosi ancora riservata. Il successivo trasferimento dalla terapia intensiva rappresenta quindi un nuovo passaggio nel percorso avviato nelle ultime settimane.
Riabilitazione e monitoraggio: cosa resta da capire
Il passaggio alla terapia sub-intensiva consente di proseguire le cure in un reparto differente dalla rianimazione, mantenendo comunque un’osservazione stretta. Resta necessario valutare nel tempo la risposta al programma riabilitativo e l’andamento della funzione respiratoria, considerando che la cannula tracheostomica è ancora presente.
Al momento non è possibile stabilire quando Vittorio Sgarbi potrà lasciare l’ospedale. Gli elementi disponibili indicano un miglioramento rispetto alla fase più critica del ricovero, ma la vicenda sanitaria richiede ancora attenzione e non sono state fornite nuove date o previsioni sulle dimissioni.
La situazione sarà quindi seguita giorno dopo giorno dai medici del Policlinico Gemelli. Il trasferimento in terapia sub-intensiva resta, secondo quanto riferito, un segnale favorevole dopo settimane difficili, mentre prosegue il percorso di recupero del critico d’arte.
