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Terremoto in Rai, chiude un altro programma e il conduttore sbotta: “Scorretti!”

Marcello Foa a Giù la maschera

Il taglio di Giù la Maschera

Ebbene sì, quel che era inaspettato è accaduto. Giù la Maschera è stata cancellata dal palinsesto di Rai Radio 1. Era un programma libero e indipendente. Evidentemente troppo libero e troppo indipendente”, ha dichiarato Marcello Foa dopo aver scoperto la chiusura della trasmissione che conduceva dal 2023, come riporta l’ANSA.

Nata con l’obiettivo di offrire un servizio pubblico autentico, la trasmissione era costruita su un format semplice: un solo argomento al giorno, affrontato attraverso voci e opinioni divergenti, con il contributo di ospiti come Peter Gomez, Alessandra Ghisleri, Giorgio Gandola e, nelle prime puntate, Luca Ricolfi.

Lo scopo era bello, di autentico servizio pubblico. C’era un solo argomento al giorno, noi lo affrontavamo mettendo a confronto diverse persone con opinioni completamente diverse e cercando di essere intellettualmente coraggiosi”, ha sottolineato Foa, ricordando anche come, nel 2024, la direzione di Rai Radio 1 avesse deciso di potenziare il format.

Marcello Foa a Giù la maschera, Rai

Comunicazione mancata e ombre politiche

L’aspetto che più ha lasciato sconcertato Foa non è soltanto la cancellazione, ma il modo in cui è stata gestita. “Quel che però è accaduto è abbastanza sconcertante, perché il sottoscritto è l’ex presidente della Rai: non ho avuto notifica della decisione presa, l’ho appresa per caso dai media. Nessuno ha alzato il telefono per dirmi, ‘mi dispiace Marcello, per questa e questa ragione tu sei fuori’. Nessuno l’ha fatto, e questo è un comportamento davvero che si commenta da solo”, ha raccontato in un’intervista riportata da La Stampa.

Nelle sue dichiarazioni emerge anche un riferimento diretto al peso della politica nella costruzione dei palinsesti: “È cambiato il direttore di Rai Radio 1 e, come sempre accade in queste circostanze, in Rai i partiti politici hanno messo la loro voce per cercare di influenzare il palinsesto”. Un’accusa che, come sottolinea Il Fatto Quotidiano, getta ombre su una decisione che non riguarda soltanto un programma radiofonico, ma il delicato equilibrio tra indipendenza editoriale e dinamiche di potere interne alla Rai.

La difesa della libertà plurale

Dietro le parole di Foa c’è soprattutto il rammarico di vedere messa da parte una visione di giornalismo che puntava sulla pluralità e sul confronto reale. “Ho cercato nel condurre questa trasmissione di interpretare quella che è la mia visione di servizio pubblico: essere autenticamente plurale, non avere paura di alcuna opinione. Naturalmente questa decisione mi amareggia soprattutto per la Rai, che non dovrebbe comportarsi in questa maniera”.

E ancora: “Resta il mio rammarico di non poter continuare questa bellissima avventura con Peter Gomez, Alessandra Ghisleri e Giorgio Gandola, ma la mia battaglia per un giornalismo davvero indipendente, autorevole, non urlato, ma sincero continuerà. Di questo non dubitate”.

Foa ha ribadito di non voler cadere nelle polemiche brutali, ma non ha nascosto il giudizio sull’accaduto: “Per educazione non lo fai con nessuno, nei confronti di un ex presidente magari è anche irrispettoso. Se la porta in Rai è definitivamente chiusa? Non lo so, questo dipende dall’azienda. Il comportamento che ha tenuto nei miei confronti è molto scorretto dal punto di vista dell’etica e del rapporto”.

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