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“Vattela a prendere nel…”. Garlasco, furia mai vista tra Bruzzone e Lovati: microfoni chiusi e caos

Il caso di Delitto di Garlasco continua a dominare il dibattito televisivo italiano, trasformandosi ormai in un terreno di scontro acceso tra opinioni, ricostruzioni e tensioni personali. Nelle ultime ore, a riaccendere i riflettori è stata una puntata particolarmente turbolenta di Quarto Grado, il talk di approfondimento condotto da Gianluigi Nuzzi su Rete Quattro, dove il confronto tra ospiti ha rapidamente superato i toni del dibattito civile.

Al centro della scena, ancora una volta, Andrea Sempio e tutto ciò che ruota attorno alle nuove ipotesi investigative. Ma questa volta a prendersi la scena non sono stati tanto i dettagli dell’inchiesta, quanto il durissimo botta e risposta tra l’avvocato Massimo Lovati e la criminologa Roberta Bruzzone, protagonisti di un confronto che ha rapidamente degenerato.

Garlasco, scontro in studio e accuse pesanti

andrea sempio bigliettino

Il dibattito si è acceso quando Bruzzone ha puntato il dito contro la gestione del lavoro legale svolto da Lovati durante le prime fasi dell’indagine. La criminologa non ha usato mezzi termini, parlando apertamente di comportamenti «lontani dall’etica professionale» e insinuando che la famiglia Sempio potesse essere stata trattata con poca trasparenza. Parole forti, accompagnate da un invito altrettanto diretto rivolto al legale: «pagare le tasse» e chiarire nel dettaglio il proprio operato.

Un affondo che ha colto nel vivo Lovati, spingendolo a replicare con crescente irritazione. L’avvocato ha rivendicato il diritto di mantenere riservate le proprie attività professionali, sottolineando di non essere solito rendere pubblici i dettagli del proprio lavoro. Ma è stato proprio in questo momento che la situazione è sfuggita di mano.

Nel pieno della discussione, Lovati ha perso il controllo lasciandosi andare a un’espressione volgare nei confronti della Bruzzone: «Vattela a prendere nel…». Una frase che ha gelato lo studio e costretto Nuzzi a intervenire immediatamente per riportare ordine, invitando il legale a moderare i toni.

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