Le rivelazioni della moglie di Massimo Bossetti
Nella docu-serie “Il caso Yara – Oltre ogni ragionevole dubbio”, tra le persone intervistate c’è anche Marita Comi, moglie di Massimo Bossetti. La donna racconta il momento in cui sentì al telegiornale la notizia dell’arresto dell’assassino di Yara Gambirasio, prima di scoprire che si trattava di suo marito. “Mio figlio era seduto sul divano ed è uscita la notizia che avevano preso l’assassino di Yara” – dice Marita – “Io guardandolo ho pensato: ‘Meno male, lo hanno preso, finalmente’. In quel momento è entrata mia figlia dal terrazzo, urlando che entravano i carabinieri. Io mi ricordo solo che ero seduta in cucina che piangevo e da lì mi hanno preso e mi hanno detto che mio marito era l’assassino di Yara“. (Continua…)
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Le altre dichiarazioni
Marita Comi si è lasciata andare anche ad altre rivelazioni nell’intervista rilasciata per la docu-serie. “A noi sembrava un po’ tutto assurdo, sembrava un film. I bambini avevano paura a uscire, non volevano essere ripresi, farsi vedere. Avevo i giornalisti assediati fuori casa“, ha detto la moglie del muratore di Malpello.
In merito al marito, invece, ha confessato di essere stata “peggio di una pm”: “È vero che io l’ho pressato nei seguenti colloqui. Mi sembra anche naturale, non potevo far finta di niente, andare al colloquio e non chiederglielo. Ho insistito, gli ho chiesto in tutti i modi di dire la verità, di dirmelo. Ho cercato di esserci a tutte le udienze. Ciò che mi è dispiaciuto di più è il fatto che siano state fatte uscire sempre notizie intime, private, mie e di mio Marito, sulle copertine dei giornali, in televisione. Queste cose ci hanno fatto veramente male. La tua vita, la tua privacy non esisteva più. Quando hanno letto il verdetto, siamo rimasti sconvolti, io mi aspettavo un’assoluzione. Lui era disperato, piangeva, diceva che si voleva ammazzare, che non ce la faceva più. Abbiamo cercato tutti di confortarlo e di stargli vicino, ma sono stati momenti difficili e dolorosi. Io sono ferma ancora a quel giugno 2014, la nostra vita si è fermata“.