
Il grave episodio di violenza si è consumato all’interno della scuola media Verga nel quartiere Centocelle a Roma, dove un tredicenne ha aggredito la propria insegnante di francese, Isabella Marsilio, colpendola prima con lo spray al peperoncino e poi ferendola con dei coltelli. Il folle gesto è stato sventato unicamente grazie al tempestivo intervento di un compagno di classe di origine congolese, che ha bloccato lo studente prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente. Il ragazzo, descritto da chi lo conosceva come un giovane appassionato di boxe, karate e nuoto, aveva pianificato l’assalto con una freddezza sconcertante per vendicarsi di un debito scolastico rimasto in sospeso nella materia di geografia.
La premeditazione digitale e la diretta social
Ciò che rende questa vicenda particolarmente agghiacciante è la sua forte componente mediatica e digitale. Lo studente indossava infatti un caschetto dotato di una videocamera, con l’obiettivo dichiarato di riprendere l’intera aggressione e trasmetterla in diretta online per un pubblico di follower. Gli strumenti utilizzati per l’assalto erano stati acquistati direttamente in rete utilizzando le carte dei genitori. Le indagini successive hanno evidenziato che il tredicenne gestiva un profilo TikTok seguitissimo, con migliaia di persone pronte a interagire con i suoi contenuti. La pubblicazione di un vero e proprio conto alla rovescia nelle ore precedenti al ferimento ha confermato agli inquirenti come il giovane cercasse una macabra notorietà virtuale, spinto da dinamiche emulative e da un pericoloso isolamento nella dimensione dei social network.
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