Dalla stazione Termini al quartiere San Paolo: la possibile stessa banda
Meno di 24 ore dopo la violenza perpetrata ai danni del funzionario di 57 anni, le indagini hanno portato ad analizzare un secondo episodio avvenuto in un’area diversa della città ma potenzialmente riconducibile agli stessi soggetti. Secondo quanto ricostruito, alcuni degli individui sospettati si sarebbero spostati verso la zona di San Paolo, dove sarebbe stato messo a segno uno scippo ai danni di una donna in via Ostiense, alla quale è stato sottratto il telefono cellulare. In questo caso, l’intervento tempestivo di una volante della polizia ha consentito di avviare un inseguimento che si è concluso con il fermo di alcuni sospetti sul ponte Settimia Spizzichino. Anche in questa circostanza, sono stati raccolti elementi investigativi – tra cui testimonianze e riprese video – utili per stabilire un eventuale nesso tra i due episodi e verificare se alla base vi sia la stessa gang responsabile di una scia di violenze.
In totale, il bilancio delle persone coinvolte nelle misure restrittive sale a sei arrestati, riferiti a due distinti fatti di cronaca. Oltre al grave episodio che ha visto come vittima il funzionario ministeriale, gli inquirenti contestano agli indagati anche un’ulteriore aggressione ai danni di un rider tunisino, che sarebbe stato derubato dell’incasso delle consegne dopo essere stato fermato e minacciato. Le autorità stanno approfondendo i collegamenti tra questi avvenimenti per comprendere se ci si trovi di fronte a episodi isolati ma commessi dagli stessi autori, oppure a un modus operandi consolidato, con un gruppo che si muove tra diverse zone di Roma compiendo reati violenti contro soggetti particolarmente vulnerabili o soli.

Un contesto cittadino segnato da tensioni e violenze ripetute
Le attività investigative sono coordinate dal pubblico ministero Nadia Plastina e coinvolgono in modo congiunto la squadra mobile, la Polizia ferroviaria (polfer), le volanti e il commissariato Viminale. Dall’insieme dei dati raccolti, emerge un quadro in cui alcune bande di immigrati di seconda generazione sembrano contendersi spazi e influenza in diverse aree della città, con episodi che in alcuni casi non sembrano avere una motivazione economica chiara. In questo scenario, la zona della stazione Termini assume un ruolo particolarmente delicato. L’area è caratterizzata da un flusso costante di viaggiatori, turisti, pendolari e persone in transito, che rende più complesso il controllo capillare del territorio. Proprio questa concentrazione di presenze diverse, unita alla presenza di attività commerciali e servizi, può favorire azioni improvvise e difficili da prevenire in assenza di una vigilanza intensiva.
La vicenda si inserisce, inoltre, in una sequenza di episodi che hanno acceso i riflettori sulla sicurezza nello scalo ferroviario romano. Tra questi, viene richiamato anche il caso dell’accoltellamento della studentessa israeliana Abigail Dresner, ferita da uno sconosciuto mentre stava aspettando di acquistare un biglietto. Secondo le valutazioni degli inquirenti, quel gesto sarebbe maturato in un clima di odio razziale, mettendo in evidenza anche il rischio di azioni motivate da pregiudizi o tensioni di natura etnica. Le autorità giudiziarie e le forze dell’ordine stanno quindi cercando di integrare l’analisi dei singoli casi con una visione più ampia delle dinamiche che interessano il territorio cittadino, al fine di definire strategie di prevenzione e contrasto più efficaci. In questo contesto, la raccolta di dati, la mappatura degli episodi e il monitoraggio dei gruppi considerati a rischio assumono un’importanza centrale.

Sicurezza pubblica e misure di rafforzamento delle forze dell’ordine
La gravità delle aggressioni e il loro ripetersi in luoghi ad alta frequentazione hanno alimentato un ampio dibattito sulla sicurezza a Roma e, in particolare, nell’area della stazione Termini. Sul tema è intervenuto anche Domenico Pianese, del sindacato di polizia Coisp, che ha dichiarato: «Arrestare non basta», richiamando l’attenzione sulla necessità di strumenti più efficaci per impedire che persone abitualmente coinvolte in reati violenti tornino rapidamente in libertà. Nei prossimi giorni è previsto l’arrivo di 3.500 nuovi poliziotti su tutto il territorio nazionale, di cui 470 destinati a Roma. Secondo i dati diffusi, questo incremento porterà a 42.500 il numero complessivo di assunzioni nelle forze dell’ordine dall’inizio dell’attuale mandato di governo. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la presenza degli operatori di polizia nei punti più sensibili delle grandi città, tra cui stazioni ferroviarie, nodi di interscambio e aree caratterizzate da maggiori criticità.
La distribuzione del personale aggiuntivo dovrà tenere conto sia delle esigenze operative dei diversi reparti, sia dell’andamento dei fenomeni criminali rilevati negli ultimi anni. Per quanto riguarda la Capitale, particolare attenzione sarà verosimilmente destinata ai quartieri maggiormente esposti a episodi di degrado e insicurezza, con un focus specifico sulle zone limitrofe alla stazione Termini e ad altri snodi di trasporto pubblico. Resta da verificare, nei prossimi mesi, se questo potenziamento degli organici sarà sufficiente a ridurre in modo significativo la frequenza e la gravità delle violenze registrate.