La figuraccia nelle note consegnate al pool stampa
Nelle note preparate per il pranzo istituzionale, accanto al nome della premier compariva la dicitura “spouse”, come se fosse presente un “coniuge”. Un’indicazione inesatta, visto che la relazione con Andrea Giambruno si è conclusa nell’ottobre 2023. Tra gli strafalcioni segnalati anche un refuso sul cognome: “Melon” invece di Meloni.
Dopo l’imbarazzo, l’ufficio del vicepresidente Usa ha rettificato il documento: a tavola risultavano Vance e Rubio con le rispettive consorti, l’ambasciatore Usa in Italia Tilman J. Fertitta, il vicepremier Antonio Tajani con la moglie e il capo di gabinetto Francesco Genuardi. Meloni, invece, con la capo staff Patrizia Scurti e il consigliere diplomatico Fabrizio Saggio.
Al di là delle sviste, il bilaterale ha avuto toni istituzionali e contenuti concreti. Secondo quanto riferito dall’ufficio di Vance, i due leader “hanno discusso della grande solidità delle relazioni bilaterali tra le nostre nazioni, delle Olimpiadi e dei nostri sforzi comuni per migliorare il clima per gli affari e gli investimenti”.
Dal canto suo, Palazzo Chigi ha sottolineato che “Il colloquio – ha poi aggiunto Palazzo Chigi – ha confermato la solidita del rapporto strategico tra Italia e Stati Uniti, fondato su un partenariato storicamente radicato e articolato, e su profondi legami tra i due popoli, nonché su una comunanza di vedute sulle principali sfide globali, a partire dalla sicurezza energetica e dalla creazione di catene di approvvigionamento sicure e affidabili per i minerali critici”.
Approfonditi inoltre “i principali dossier di politica internazionale, con particolare riferimento agli ultimi sviluppi in Iran e Venezuela”. All’incontro hanno preso parte anche il vicepremier Antonio Tajani e il segretario di Stato statunitense Marco Rubio.