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Terremoto su Garlasco, Roberta Bruzzone in procura. Cosa succede

Chiara Poggi, la vittima del delitto di Garlasco

La consegna in Procura: le parole di Bruzzone a “Quarto Grado”

“Abbiamo portato questi audio dove dovevano andare, sono arrivati a destinazione, te lo confermo. In Procura a Milano”, ha dichiarato Bruzzone in un’intervista con Gianluigi Nuzzi.

Nel dialogo in studio, Nuzzi ha chiesto se le registrazioni rientrino tra gli elementi collegati alle querele presentate da Stefania e Paola Cappa, cugine della vittima. “Sì, le Cappa hanno presentato una querela contro le persone, hanno presentato una serie di querele perché ce ne sono una quantità piuttosto rilevante, come peraltro è stato anche reso noto in questi giorni. Adesso c’è una querela in più”, ha risposto Bruzzone. La criminologa non ha aggiunto dettagli sui soggetti presenti nelle registrazioni: “perché sono tenuta alla riservatezza, avendo rilasciato dichiarazioni di tipo investigativo”.

Le ipotesi di reato: diffamazione o calunnia

In merito al possibile inquadramento giuridico, Bruzzone ha indicato come principale l’ipotesi della calunnia: “Quello sicuramente più importante è la calunnia – ha aggiunto la criminologa – L’aspetto diffamatorio credo che sia quello meno rilevante. Poi se il magistrato ci vedrà anche questa ipotesi, per carità, ma credo che qui l’ipotesi principale sia la calunnia”.

Perché consegnare gli audio: “ricerca della verità” e valutazioni dell’autorità giudiziaria

La criminologa ha infine spiegato le ragioni che l’avrebbero portata a depositare le registrazioni: “Da cittadina e da persona che ama la ricerca della verità, considerando i contenuti, a mio modo di vedere, molto seri, molto gravi, circostanziati, con dei nomi e cognomi precisi, ho ritenuto che le persone indicate dovessero essere informate. Poi per tutto il resto chiaramente ci sarà un’autorità giudiziaria che ora ha la possibilità di fare le sue valutazioni”.

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