
Il vento arriva sempre prima del rumore. Un sibilo che cresce, che si infila tra le case, scuote finestre e pensieri, costringendo chi è sveglio a fermarsi e chi dorme a spalancare gli occhi nel buio. Poi arrivano i colpi più forti, improvvisi, come se qualcosa di invisibile stesse cercando di sfondare ogni barriera. In quei momenti il tempo sembra rallentare e l’unica certezza è l’attesa: capire se basterà resistere fino all’alba.
Quando la tempesta entra nel vivo, la notte diventa un susseguirsi di sirene, blackout e telefonate concitate. Le strade si svuotano, mentre chi è rimasto fuori cerca riparo e chi è in casa ascolta i rumori dell’esterno con un misto di paura e impotenza. È in quelle ore che un evento atmosferico smette di essere solo meteo e si trasforma in emergenza, lasciando dietro di sé storie spezzate, danni e un conto che continua a salire.
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Cinque vittime e un Paese in ginocchio
Il bilancio della tempesta Kristin in Portogallo si è aggravato nel corso delle ore, con cinque vittime confermate e un territorio segnato da danni diffusi. Il ciclone ha colpito il Paese nella notte, attraversandolo da nord a sud con raffiche di vento fino a 150 chilometri orari e piogge torrenziali che hanno messo in crisi infrastrutture e servizi essenziali.
Secondo la Protezione Civile, quattro decessi si concentrano nella provincia di Leiria, una delle aree più duramente colpite. Un’altra vittima si registra a Vila Franca de Xira, nell’area metropolitana di Lisbona, dove la caduta di un albero su un’auto in transito si è rivelata fatale. A Monte Real, sempre nel distretto di Leiria, una persona ha perso la vita a causa del crollo di una struttura metallica, mentre altri due decessi sono avvenuti nel comune di Leiria. Il quinto morto è stato confermato nelle ore successive, con l’aggravarsi dell’emergenza.

Migliaia di interventi e blackout estesi
Il passaggio della tempesta ha provocato migliaia di richieste di soccorso. Già a metà giornata si contavano oltre 3mila interventi per alberi abbattuti, allagamenti e danni strutturali. Le conseguenze più pesanti si sono abbattute sulla rete elettrica: inizialmente oltre 850mila persone sono rimaste senza corrente.
Secondo E-Redes, il gestore della distribuzione, circa 450mila utenze risultano ancora senza elettricità, soprattutto nelle aree centrali del Portogallo. Le operazioni di ripristino proseguono, ma la situazione resta complessa, con numerose zone ancora isolate o difficilmente raggiungibili.

Dalla Penisola iberica verso il Mediterraneo
La tempesta Kristin non ha colpito solo il Portogallo. Il sistema perturbato ha interessato anche la Spagna, causando forti disagi a Madrid e in diverse regioni. Venti intensi e nevicate abbondanti hanno investito l’Estremadura, l’Andalusia, la Castiglia e León, l’Aragona, le Asturie, la Navarra e la Galizia.
In provincia di Cadice, l’aumento del livello del fiume Guadalete ha portato all’evacuazione preventiva di alcune aree di Jerez de la Frontera, con l’attivazione di centri di accoglienza per centinaia di persone. Sul fronte dei trasporti, sono ripresi i collegamenti marittimi da Algeciras, mentre restano sospesi per il nono giorno consecutivo quelli tra Tarifa e Tangeri, a causa del maltempo persistente nello Stretto di Gibilterra.
L’attenzione ora sull’Italia
Secondo le valutazioni meteorologiche, la tempesta si sta avvicinando all’Italia, ma in forma attenuata rispetto all’impatto registrato sulla costa atlantica. Le autorità continuano a monitorare l’evoluzione del sistema, mentre in Portogallo prosegue la conta dei danni e l’emergenza resta alta.
Kristin lascia dietro di sé un Paese provato, alle prese con la ricostruzione e con la consapevolezza che eventi di questa intensità non sono più eccezioni, ma episodi sempre più frequenti di una realtà climatica che continua a mettere alla prova territori e comunità.