
La mattina del 13 luglio Alessandro Magnani stava lavorando come aveva fatto tante altre volte. Era impegnato nella consegna di notifiche a domicilio in via Picenardi, nelle campagne tra Correggio e Campagnola, quando è rimasto coinvolto nell’incidente con la bicicletta condotta da Paolo Belli. Da tempo lavorava per una società di servizi e quella sembrava una normale giornata di lavoro, fino al drammatico epilogo che ha sconvolto familiari, amici e colleghi.
Alessandro era conosciuto e apprezzato anche per il suo grande impegno nello sport. Allenava le squadre Under 17 e della Terza Divisione del settore volley dell’Asd Progetto Intesa All Camp, dove era considerato un punto di riferimento non solo per le sue capacità tecniche ma soprattutto per le sue qualità umane. La società ha voluto ricordarlo con parole cariche di affetto: “La sua energia, la sua gentilezza e la sua professionalità resteranno per sempre con noi e nei ricordi di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e condividere con lui un pezzo di strada. Ci mancherai, Alle”. Era proprio “Alle” il soprannome con cui veniva chiamato da amici, compagni di squadra e ragazzi che aveva allenato nel corso degli anni, dopo aver vestito i colori di diverse società della Bassa Reggiana.


Anche il Club Napoli Reggio Emilia ha voluto rendergli omaggio, ricordandolo come “tifoso del Napoli e della Reggiana, allenatore di pallavolo, la sua passione”. Un ricordo semplice ma intenso, accompagnato dalla frase: “È stato un onore conoscerti”. Tra i tantissimi commenti comparsi sui social, uno riassume il sentimento di chi gli voleva bene: “Ciao Ale, che vita ingiusta. Continua ad allenare anche da lassù”.
Mentre il mondo dello sport locale e l’intera comunità della Bassa Reggiana si stringono attorno alla famiglia di Alessandro Magnani, proseguono gli accertamenti per ricostruire nei dettagli quanto accaduto e chiarire le cause esatte della sua morte. Una vicenda che ha trasformato una normale giornata di lavoro in una tragedia e che ha lasciato un vuoto profondo in tutte le persone che avevano avuto la fortuna di conoscerlo.