
Il cuore della Brianza lecchese è stato scosso da un evento drammatico che ha trasformato l’alba di venerdì 16 gennaio 2026 in un incubo per una famiglia di Verderio. Un neonato di appena un mese e mezzo ha perso la vita dopo essere stato rinvenuto privo di sensi nel letto della madre. La tragedia si è consumata poco dopo il momento del risveglio: la donna, una 31enne italiana, ha concluso la poppata intorno alle 7 del mattino per poi riaddormentarsi accanto al piccolo. Quando ha riaperto gli occhi, si è trovata davanti a una realtà agghiacciante: il bambino era immobile e freddo. La richiesta d’aiuto al centralino dell’Arma è stata straziante: «Correte, mio figlio è cianotico», sono state le uniche parole che la madre è riuscita a pronunciare prima che la gazzella della Sezione Radiomobile di Merate si fiondasse sul posto.
I militari, giunti in via prioritaria rispetto alle ambulanze di Areu, hanno compreso immediatamente la gravità della situazione. Senza attendere un secondo di troppo, hanno caricato il neonato e i genitori sulla vettura di servizio, sfrecciando a sirene spiegate verso il Pronto soccorso dell’ospedale Mandic. Nonostante la corsa contro il tempo e i prolungati tentativi di rianimazione effettuati dal personale sanitario, i medici hanno dovuto arrendersi all’evidenza. Secondo i primi accertamenti, il decesso risalirebbe ad almeno due ore prima dell’arrivo in ospedale, rendendo vano ogni sforzo.
Le indagini: dall’esame autoptico all’ipotesi Sids

Il piccolo, terzogenito di una coppia composta da una madre italiana e un padre operaio di 47 anni di origine srilankese, era nato agli inizi di dicembre presso il presidio ospedaliero di Vimercate. La famiglia, nota nel centro brianzolo anche perché segue il regime di educazione parentale per gli altri due figli di 7 e 11 anni, è stata sentita a lungo dagli inquirenti per ricostruire minuziosamente le ultime ore di vita del bambino. Al momento, il fascicolo aperto dall’autorità giudiziaria serve a fare chiarezza su un decesso che appare avvolto dal mistero, sebbene non siano stati rilevati segni di violenza sul corpo.
L’autorità giudiziaria ha disposto il sequestro della salma e l’esecuzione dell’esame autoptico, che sarà fondamentale per stabilire se si sia trattato di una morte naturale riconducibile alla cosiddetta Sids (sindrome della morte improvvisa del lattante) o di un tragico soffocamento accidentale. Gli investigatori stanno valutando con estrema attenzione le dinamiche del sonno condiviso, cercando di capire se la posizione del piccolo nel letto possa aver influito sul fatale malore. La comunità di Verderio si stringe nel silenzio attorno a una famiglia distrutta da un dolore inimmaginabile.