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“Frana tutto”. Bambini intrappolati tra le macerie, si scava: i soccorsi disperati

Frana in Nuova Zelanda: l’arrivo dei soccorsi

L’episodio è avvenuto in Nuova Zelanda e ha colpito il Mount Maunganui Beachside Holiday Park, situato sull’Isola del Nord. I soccorritori, una volta raggiunta l’area della frana, hanno riferito di aver udito urla disperate provenire da sotto le macerie per circa un quarto d’ora, prima che i rumori si interrompessero. A causa del persistere di condizioni instabili e del concreto rischio di una seconda frana, le operazioni di recupero sono state momentaneamente sospese in alcune fasi per garantire la sicurezza delle squadre sul posto.

Dispersi e presenza di minori

Il numero complessivo delle persone non ancora rintracciate non è stato reso pubblico in modo dettagliato, ma la polizia neozelandese ha indicato che si tratta di un dato contenuto in “cifre singole”, lasciando aperta la possibilità di individuare superstiti sotto i detriti. Le autorità hanno inoltre confermato che tra i dispersi risultano anche minori, come reso noto dal ministro responsabile della Gestione delle Emergenze.

Turisti stranieri coinvolti e danni al campeggio

Nell’area del Mount Maunganui Beachside Holiday Park al momento della frana erano presenti anche turisti stranieri, compresi cittadini australiani. L’evento franoso ha distrutto roulotte, camper, tende e veicoli privati, provocando danni ingenti alle strutture ricettive. Secondo le prime valutazioni, lo smottamento sarebbe collegato alle piogge record che hanno interessato la regione nei giorni precedenti, saturando il terreno e aumentando la vulnerabilità del pendio.

Soccorsi, unità cinofile ed elicotteri in azione

Le operazioni di soccorso sono state potenziate con l’impiego di unità cinofile e di elicotteri per il monitoraggio dall’alto e il supporto alla ricerca nelle zone più difficilmente accessibili. «Andremo avanti tutta la notte», ha dichiarato il comandante dei Vigili del Fuoco, evidenziando come l’area sia tuttora considerata ad alto rischio dal punto di vista geologico e meteorologico.

Intervento del primo ministro e misure di sicurezza

Il primo ministro Christopher Luxon ha espresso la vicinanza del governo alle persone colpite dall’evento e alle famiglie delle vittime. Il capo del governo ha inoltre invitato i cittadini a rispettare in modo rigoroso le indicazioni fornite dalle autorità locali e dai servizi di emergenza, in un contesto ancora in evoluzione.

Il campeggio rimarrà chiuso fino a nuovo avviso, mentre il Paese segue con particolare attenzione gli sviluppi di quella che viene descritta come una delle più gravi emergenze meteo registrate nella zona negli ultimi anni.

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