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Resinovich, l’appello del fratello Sergio: “Il corpo di mia sorella è ancora a Milano”

In una prima fase, le indagini avevano preso in considerazione l’ipotesi del suicidio e si era arrivati a un passo dall’archiviazione. La richiesta, però, è stata respinta dal giudice per le indagini preliminari Luigi Dainotti, che ha disposto nuovi approfondimenti, indicati in 25 punti, e la riesumazione del corpo. Da allora, secondo quanto riferito dai familiari, la salma non sarebbe più rientrata a Trieste, dove in precedenza si erano svolti i funerali.

Liliana Resinovich, la donna scomparsa a Trieste nel 2021 e ritrovata morta nel 2022

**Liliana Resinovich**: la salma non ancora restituita alla famiglia

Il fratello ha ribadito di non avere ricevuto comunicazioni ufficiali sulle ragioni del mancato rientro della salma. “Non è ancora stata decretata la restituzione della salma e noi non abbiamo più potuto portare un fiore sulla sua tomba”, ha dichiarato, spiegando che per i familiari la situazione rappresenta una sofferenza che resta senza risposte. “Per noi familiari è una sofferenza della quale non conosciamo i motivi. Non ci è stato comunicato nulla, la mancata restituzione potrebbe essere legata a questioni burocratiche”.

Sergio Resinovich, fratello di Liliana, durante un’intervista

Le indagini e gli accertamenti tecnici sul caso **Resinovich**

Secondo quanto riportato dai familiari, gli accertamenti disposti nell’ambito della nuova fase investigativa sarebbero stati completati, ma la famiglia sostiene di non comprendere perché la salma non sia stata ancora riconsegnata. “Gli accertamenti disposti sulla salma di mia sorella sono stati effettuati – ha spiegato ancora Resinovich – dunque non riusciamo a trovare una spiegazione”.

Nelle sue parole, Sergio Resinovich ha aggiunto anche un dettaglio legato ai giorni successivi al ritrovamento. “Durante i funerali di Claudio Sterpin (l’amico di Liliana Resinovich ndr), ho raccontato a diverse persone che dal giorno del ritrovamento, quindi dal gennaio 2022, non ho mai visto il corpo di mia sorella. Ho potuto riconoscerla soltanto attraverso una foto che mostrava solo una parte del viso, quella meno tumefatta”.

Un altro passaggio riguarda il riconoscimento e la richiesta di chiarimenti alla Procura. “Ho chiesto notizie alla Procura e tornerò a chiederle. Avrei dovuto vedere la salma al momento del riconoscimento di mia sorella. Quando ho incontrato le autorità, pensavo che mi avrebbero portato all’obitorio per vedere Liliana, ma così non è stato. Mi hanno solo mostrato quella foto”.

Immagine collegata alla vicenda di Liliana Resinovich e alle dichiarazioni del fratello

Attese per le perizie e posizione dell’unico indagato

Nelle dichiarazioni riportate, il fratello di Liliana Resinovich ha sottolineato anche il peso del tempo trascorso senza una verità giudiziaria. “Dopo 5 anni non sappiamo ancora niente della morte di mia sorella e questa è la cosa peggiore – ha ribadito -. Se fosse morta in un incidente o per malattia, probabilmente a un certo punto, seppur nel dolore, avremmo potuto andare avanti. Invece in questo momento siamo nel limbo e non possiamo spostarci da questa zona grigia”, ha affermato, parlando di una vicenda che definisce una “storia sfortunata”. “Non è ancora finita. Speriamo di arrivare a un punto concreto, di avere finalmente un processo. In questo momento stiamo pagando noi familiari un ergastolo di sofferenza”.

Secondo quanto riferito, a fine marzo sono attesi gli esiti delle perizie genetiche e merceologiche disposte nell’ambito dell’inchiesta. “Poi, si spera, arriveremo a un processo”.

Sergio Resinovich ha infine richiamato l’esistenza di un unico indagato, indicato nel marito della donna, Sebastiano Visintin, precisando la preoccupazione legata al tempo trascorso. “C’è un indagato ancora a piede libero. Se dovesse davvero essere lui il responsabile della morte di mia sorella, sarebbe davvero grave sapere che per quasi 5 anni ha potuto vivere indisturbato la sua vita. Speriamo si arrivi a una svolta concreta, anche nel rispetto di chi ha voluto e vuole ancora bene a Liliana”, ha concluso.

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