Curling e “parentele”: quando succede e quando invece fa discutere
Nel curling vedere fratelli e parenti non è fantascienza: basta ricordare il misto di Milano Cortina vinto dai due Wranaa. Solo che qui il punto non è “sono parenti”, ma quando e come è arrivato il cambio: a poche settimane dai Giochi, dentro una squadra che aveva già equilibrio e storia.
Il momento più emozionante: le parole di Constantini (da non dimenticare)
Constantini, com’è nel suo stile, non ha fomentato la bufera. Ma il dispiacere lo ha fatto uscire, eccome. Dopo il bronzo nel doppio misto ha detto: “Sugli spalti, a fare la telecronaca e quindi a seguirmi da vicino, c’è stata per tutta la settimana la mia compagna di squadra e migliore amica Angela Romei, con cui avrei voluto condividere questa esperienza olimpica la prossima settimana. Così non sarà, ma la porterò nel cuore con me”.
Parole che, raccontano, sono state seguite da un abbraccio vero, di quelli che zittiscono per un attimo anche la polemica più rumorosa. E in un clima così, quell’abbraccio vale quasi quanto una medaglia.

Svizzera e Corea del Sud: ora parla il ghiaccio (ma il caso resta)
Adesso, però, il calendario non aspetta nessuno. Primo test durissimo: la Svizzera, dominatrice di Mondiali ed Europei nelle ultime stagioni. Poi, alle 19.05, la Corea del Sud. Partite che diranno molto sul tabellone e sul morale, perché quando una squadra arriva con una ferita aperta, ogni stone pesa il doppio.
Una cosa è certa: il bilancio vero si farà solo a torneo finito. Ma il retroscena, quello sì, è già entrato nella storia di questa Olimpiade. E la sensazione è che, comunque vada, questa vicenda continuerà a far parlare ancora a lungo.