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“Non abbiamo altra scelta”. Famiglia nel bosco, l’annuncio della mamma Catherine

Dettaglio della casa e del contesto boschivo legato al caso Trevallion

L’intossicazione da funghi e l’avvio dell’intervento dei servizi sociali

Nella ricostruzione proposta nel servizio viene ricordato anche l’episodio dell’intossicazione da funghi, circostanza che avrebbe portato al ricovero dei bambini e alla successiva segnalazione ai servizi sociali, da cui è partito l’intervento della magistratura minorile.

Catherine Birmingham ha riferito delle difficoltà vissute dai figli durante la permanenza in struttura: “Mi dice ‘mamma aiutami ho paura’ con grida orribili”. E ha aggiunto: “Vogliono la loro casa, i loro animali e sì, anche il loro wc”.

Il nodo dell’istruzione e la posizione di Catherine Birmingham

Un punto centrale della vicenda riguarda l’educazione dei minori. Catherine Birmingham, rispondendo a una domanda sulle mediazioni possibili, ha affermato: “Abbiamo accettato quelle mediazioni: l’insegnante, i vaccini, la casa…”. Allo stesso tempo ha ribadito la propria scelta rispetto alla scuola: “Non manderò a scuola i miei figli”.

Secondo la madre, l’istruzione parentale consentirebbe ai figli maggiori opportunità: “Diamo loro maggiori opportunità di quante non avrebbero con una educazione formale”.

Le dichiarazioni del consulente e le reazioni della famiglia in Australia

A sostegno della famiglia è intervenuto lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente di parte, che ha dichiarato: “Catherine è una madre disperata che combatte per i suoi figli. La rigidità non c’entra. Riuniamoli con il monitoraggio Asl”.

Dall’Australia sono arrivate anche le parole di nonna e zia dei bambini: “Tutto questo è profondamente ingiusto”. La vicenda resta legata alle decisioni della magistratura e ai prossimi passaggi del procedimento in corso.

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