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Tumori, 4 su 10 si possono evitare: i due errori che ti condannano

Infezioni e tumori: il peso degli agenti infettivi

Al secondo posto rientrano le infezioni, responsabili del 10,2% delle diagnosi, corrispondenti a 2,3 milioni di casi. Tra gli agenti principali indicati nello studio figurano Helicobacter pylori (associato al tumore dello stomaco), il papillomavirus umano (HPV) collegato al tumore del collo dell’utero, i virus dell’epatite B e C e il virus di Epstein-Barr. Il rapporto richiama anche il ruolo dei programmi vaccinali: la vaccinazione contro l’HPV, in particolare, è associata a una riduzione del rischio fino all’80% per il tumore cervicale.

Alcol e cancro: i dati e i tumori correlati

Il consumo di alcol viene indicato come terzo fattore, con una quota del 3,2% dei casi, pari a circa 700mila diagnosi annue. Il rapporto segnala che l’assunzione eccessiva è correlata a tumori di bocca, gola, esofago, fegato, colon e mammella, e richiama il dibattito su misure informative più incisive, incluse etichette più chiare e possibili restrizioni.

Quali tumori sono più prevenibili: polmone, stomaco e collo dell’utero

Il documento sottolinea che la prevenibilità varia in base al tipo di tumore. In particolare, polmone, stomaco e collo dell’utero vengono indicati tra le forme in cui prevenzione e screening possono ridurre in modo significativo l’incidenza, fino a dimezzarla in alcuni contesti. L’analisi ribadisce inoltre che la prevenzione resta centrale nel contenimento della mortalità legata al cancro.

Differenze tra uomini e donne: incidenza e prevenzione

Il rapporto evidenzia un divario tra i sessi: negli uomini sarebbe evitabile il 45,4% delle diagnosi, pari a 4,3 milioni di casi, mentre nelle donne la quota stimata è del 29,7%, corrispondente a 2,7 milioni. Tra le donne incidono in misura maggiore le infezioni, in particolare l’HPV, mentre nei Paesi industrializzati il fumo resta un elemento rilevante. Tra gli uomini, invece, fumo, infezioni e alcol risultano i principali determinanti tra i fattori considerati.

Altri fattori nel rapporto: obesità, attività fisica, inquinamento e rischi sul lavoro

Oltre ai tre fattori principali, l’elenco comprende sovrappeso e obesità, insufficiente attività fisica (l’IARC indica come riferimento almeno 150 minuti settimanali), mancato allattamento al seno, esposizione a radiazioni ultraviolette (collegate al melanoma), inquinamento atmosferico e 13 esposizioni occupazionali. Tra queste ultime vengono citati arsenico, amianto, benzene e fumi diesel.

Nel quadro dei rischi ambientali e comportamentali rientrano anche il tabacco senza fumo, la noce di areca (diffusa in alcuni Paesi in via di sviluppo) e l’esposizione continuativa a livelli elevati di inquinamento urbano. Il rapporto richiama la necessità di politiche pubbliche mirate, in particolare per la tutela della salute collettiva in ambito ambientale e lavorativo.

Giornata Mondiale contro il Cancro: il messaggio sulla prevenzione

In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro del 4 febbraio 2026, il rapporto ribadisce l’importanza della prevenzione come leva centrale: smettere di fumare, limitare l’alcol, vaccinarsi contro HPV ed epatiti, aumentare l’attività fisica e controllare il peso sono indicati come interventi in grado di ridurre l’incidenza delle diagnosi e di alleggerire la pressione sui sistemi sanitari. Il documento conclude evidenziando che una parte significativa della lotta al cancro passa da azioni quotidiane e strategie sanitarie strutturate.

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