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“Quindi ha volato?”. Garlasco, la perizia dei Poggi che mette nei guai Alberto Stasi

L’omicidio di Chiara Poggi continua a far discutere l’opinione pubblica e, a quasi diciannove anni da quel drammatico 13 agosto 2007, ogni nuovo elemento finisce inevitabilmente sotto la lente di investigatori, esperti e telespettatori. Nelle ultime settimane il caso di Garlasco è tornato al centro dell’attenzione grazie al nuovo filone d’indagine che vede coinvolto Andrea Sempio, riaccendendo il dibattito attorno alla condanna definitiva di Alberto Stasi.

A mantenere alta la tensione ci ha pensato anche l’ultima puntata di Quarto Grado, durante la quale è stata presentata una nuova consulenza tecnica destinata a far discutere. Al centro dell’analisi, ancora una volta, ci sono i movimenti compiuti da Stasi all’interno della villetta di via Pascoli la mattina in cui venne ritrovato il corpo di Chiara Poggi.

La nuova consulenza sulla camminata di Alberto Stasi

La perizia, commissionata dai legali della famiglia Poggi e illustrata nel corso della trasmissione di Rete 4, punta a rispondere a una domanda che accompagna il caso fin dalle prime fasi processuali: Alberto Stasi poteva davvero attraversare il corridoio senza sporcarsi le scarpe di sangue? Secondo il consulente Fabio Falleti, la risposta sarebbe negativa.

“Alberto Stasi non avrebbe potuto attraversare il disimpegno del corridoio senza calpestare le macchie di sangue. Lo spazio tra la gora e la porta è molto stretto”, ha spiegato il consulente della famiglia Poggi Fabio Falleti. L’esperto ha ricostruito minuziosamente gli spazi presenti nel disimpegno della villetta, sostenendo che il margine utile per passare sarebbe stato estremamente ridotto.

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