
Forza Italia al 9%, Lega al 7,8%: i numeri degli alleati
Per gli alleati, la rilevazione indica Forza Italia al 9%, in una sostanziale stabilità. Più marcata, invece, la flessione della Lega di Matteo Salvini, stimata al 7,8%, sotto il risultato delle ultime politiche.
Noi Moderati completa la coalizione con l’1,3%. Nel complesso, il blocco resta competitivo, pur con un equilibrio interno in evoluzione.
Centrosinistra al 44,4%: distanza di mezzo punto
Sul versante opposto, la coalizione di centrosinistra – formata da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa – arriverebbe al 44,4%.
La differenza rispetto al centrodestra è contenuta, pari a circa mezzo punto. Il quadro complessivo delineato dal sondaggio politico descrive quindi una competizione molto ravvicinata.
PD al 22,2%: andamento stabile nelle rilevazioni
Il Partito Democratico risulterebbe al 22,2%. La percentuale è in linea con le rilevazioni degli ultimi mesi e si colloca leggermente sotto il 24% attribuito al partito alle europee.
Allo stesso tempo, la stima rappresenterebbe un miglioramento rispetto alle politiche del 2022, quando il PD si fermò sotto il 19%. Resta centrale, in questo scenario, la tenuta di una coalizione ampia e articolata.

M5S al 12,1% e AVS al 6,1%: crescita e posizionamenti
Secondo la rilevazione, il Movimento 5 Stelle si attesterebbe al 12,1%. Alleanza Verdi e Sinistra salirebbe al 6,1%, nettamente sopra il 3,5% ottenuto nel 2022.
Italia Viva di Matteo Renzi sarebbe al 2,4%, mentre +Europa al 1,6%. Un elemento rilevante, indicato nel quadro complessivo, riguarda la possibilità di una presentazione unitaria della coalizione, che potrebbe incidere in una sfida così ravvicinata.
Fuori dalle coalizioni: Azione, Marattin e Futuro Nazionale
Al di fuori dei due schieramenti principali, la rilevazione colloca Azione di Carlo Calenda al 3%. Il Partito liberaldemocratico di Luigi Marattin si attesterebbe all’1,8%.
Tra le novità, compare Futuro Nazionale, la formazione associata a Roberto Vannacci, stimata al 2,9%. La presenza di queste forze viene indicata come un possibile fattore di influenza sugli equilibri complessivi.
Consensi di Vannacci: da FdI, Lega e area dell’astensione
Per quanto riguarda la provenienza dei consensi di Vannacci, l’1,1% arriverebbe da Fratelli d’Italia e lo 0,7% dalla Lega. La quota restante deriverebbe da altri partiti e dall’area dell’astensionismo.
Con oltre un anno al voto, restano variabili che potrebbero incidere sul risultato: dalla soglia di sbarramento alle possibili alleanze, fino all’incognita della partecipazione. In un contesto di affluenza stimata al 58%, l’astensionismo potrebbe avere un peso determinante nel definire i futuri rapporti di forza.