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“Siamo entrati negli ultimi tempi”. Medjugorje, il mistero delle dieci profezie

L’orizzonte evocato è quello dell’Apocalisse.

Padre Livio parla di un secondo combattimento contro le due bestie del capitolo 13, la pantera, simbolo del potere umano assoluto, e l’agnello con voce di drago, che identifica con una falsa religione, il modernismo che avrebbe sostituito il cristianesimo. L’esito finale, però, non sarebbe la catastrofe definitiva, ma un tempo di pace e il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, come profetizzato anche a Fatima. Solo dopo, spiega, si consumerà l’ultima fase della storia con il giudizio finale.

Secondo il direttore di Radio Maria, i messaggi affidati ai veggenti descriverebbero in modo sorprendente la fase storica attuale. Ricorda in particolare quello del primo gennaio 2000. “Ora che satana è sciolto dalle catene, consacratevi in modo speciale al mio cuore e quello di mio figlio Gesù”. E ancora il messaggio del 25 gennaio 1991. “satana vuole distruggere le vostre vite, vuole distruggere la vita, la natura e il mondo sul quale vivete”. Per padre Livio, si tratta di un piano che mira a distruggere la fede e la Chiesa, primo obiettivo, e poi il mondo stesso. Ma la Madonna, sostiene, farà sì che non sia l’umanità a essere annientata, bensì il mondo senza Dio a crollare.

Il sacerdote entra poi nel dettaglio dei dieci segreti. Non ne sarebbe mai trapelato il contenuto, ma si sa che saranno comunicati tre giorni prima del loro compimento. I primi due riguarderebbero calamità naturali a Medjugorje, il terzo un segno indistruttibile sulla collina delle apparizioni. Gli ultimi sette, per numero, richiamerebbero i sette flagelli dell’Apocalisse. E qui emerge un altro protagonista della sua analisi. La Russia.

Padre Livio richiama il segreto di Fatima e le parole di figure come il cardinale Carlo Caffarra e il cardinale Joseph Ratzinger. Cita anche l’attentato del 13 maggio 1981 contro San Giovanni Paolo II, sostenendo che il Papa del terzo segreto non sarebbe stato lui. “Con colpi di arma da fuoco e frecce, cioè con la disinformazione”. E aggiunge. “Ma non è morto. Non è morto. Dunque è un altro Papa”. La prospettiva, a suo giudizio, è quella di una futura conversione della Russia al termine di un processo mondiale.

Nella parte conclusiva dell’intervista, il sacerdote affronta anche il tema del pontefice regnante. Nel suo libro sottolinea il ruolo di Papa Leone XIV, che definisce il Papa dei segreti di Medjugorje. Pur dicendo di volerlo lasciare tranquillo, riconosce in lui una figura centrale in questa fase storica. E chiude con un richiamo alla speranza e all’impegno personale. “Aiutatemi ad aiutarvi”. Un appello che, nelle sue parole, suona come l’invito a partecipare a una battaglia spirituale destinata, prima o poi, a cambiare il volto del mondo.

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