Carlson ha sostenuto che Trump avrebbe compreso fin dall’inizio che una guerra contro l’Iran rappresentava “un errore enorme”, una volta constatato che non esisteva “alcuna soluzione militare evidente”.
Da quel momento, secondo il commentatore, il presidente avrebbe cercato di recuperare terreno con una comunicazione sempre più aggressiva. “Così ha cercato di uscirne atteggiandosi a duro”, ha affermato Carlson, facendo riferimento ai messaggi pubblicati su Truth Social.
L’ex opinionista ha poi aggiunto che, dopo i numerosi post del presidente, “chiunque altro sul pianeta” avrebbe capito che “questo tizio non è forte, è debole. Le persone forti non si vantano di quanto sono forti. Ti tirano semplicemente un pugno in faccia e chiudono la conversazione”.
Per spiegare il suo ragionamento, Carlson ha ricordato un insegnamento ricevuto dal padre, ex pugile, secondo cui esistono “due tipi di persone”: quelle che ostentano aggressività e quelle che agiscono senza bisogno di mettersi in mostra. Un paragone con cui il giornalista ha ribadito la sua critica nei confronti di Trump, accusandolo di privilegiare la retorica alla forza reale.