Sul fronte delle opposizioni si registra un riequilibrio interno al cosiddetto campo largo. Il Partito Democratico perde quattro decimi di punto e si ferma al 21,8%, mentre il Movimento 5 Stelle cresce dello 0,5% raggiungendo il 13%. Un recupero che rafforza il peso politico dei pentastellati all’interno dell’alleanza progressista.
In lieve crescita anche Alleanza Verdi e Sinistra, che sale al 6,6%, mentre restano sostanzialmente stabili le forze centriste. Azione si conferma al 3%, Italia Viva scende al 2,4% e +Europa si attesta all’1,4%. In leggero calo anche Noi Moderati, che passa all’1,1%.
L’effetto combinato di questi movimenti modifica gli equilibri tra le coalizioni. Se si considerano gli schieramenti che si presentarono alle elezioni del 2022, il centrodestra scende al 44,1%, con una perdita complessiva dello 0,8%. Il centrosinistra cala invece al 29,7%, mentre il Movimento 5 Stelle cresce fino al 13%.
Ancora più interessante è il confronto basato sulle possibili alleanze del 2026. In questo scenario il campo largo raggiunge il 45,1% dei consensi e supera il centrodestra, fermo al 44,1%. Un vantaggio minimo, pari a un punto percentuale, ma sufficiente per evidenziare una fase di maggiore competitività tra i due schieramenti.
La Supermedia è stata elaborata prendendo in considerazione i principali istituti demoscopici italiani e aggregando i sondaggi realizzati tra il 21 maggio e il 3 giugno. Pur trattandosi di una fotografia del momento, il dato che emerge con maggiore forza è la crescita di Roberto Vannacci, la cui capacità di attrarre voti nell’area conservatrice potrebbe rivelarsi determinante per gli equilibri futuri del centrodestra italiano.