Prezzi dei carburanti e aiuti di Stato: le misure restano limitate
Sul capitolo carburanti, l’intesa non introduce nuovi interventi comuni per contenere i prezzi. Resta possibile il ricorso agli aiuti di Stato, una strada che, secondo le posizioni espresse nel negoziato, potrebbe avvantaggiare soprattutto i Paesi con maggiori risorse finanziarie, a partire dalla Germania.
Rimane sul tavolo anche l’ipotesi di acquisti congiunti di gas. Lo strumento, però, viene considerato difficilmente utilizzabile per affrontare una crisi immediata, considerati i tempi necessari per renderlo operativo. L’unica apertura riguarda la possibilità che la Commissione valuti ulteriori misure in futuro.

Mediazione della Germania e nodo del bilancio europeo
A sbloccare la situazione è stata la Germania, che ha presentato una proposta di formulazione poi condivisa da tutti i 27 governi. Il compromesso riflette in larga parte la linea dei Paesi dell’Europa settentrionale, contrari a riforme profonde degli Ets per il timore che possano indebolire la strategia europea di riduzione delle emissioni.
L’accordo salva l’unità politica del vertice, ma rinvia le questioni più controverse. Resta aperto il confronto tra gli Stati che chiedono protezioni più incisive per l’economia e quelli che ritengono prioritario preservare gli strumenti della transizione energetica.
Le divisioni tra i governi europei riguardano anche il prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea. Da una parte i Paesi definiti frugali, favorevoli a un contenimento della spesa comunitaria; dall’altra i Paesi coesionisti, che chiedono di difendere le risorse per sviluppo, competitività e politiche di coesione.
Germania e Paesi Bassi spingono per una riduzione delle risorse, mentre altri esecutivi temono conseguenze sui fondi destinati ai territori. Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, intende seguire direttamente il negoziato e convocare un vertice straordinario il 27 novembre.
L’intesa sull’energia consente dunque all’Unione europea di superare l’impasse immediata, ma non chiude il confronto sugli Ets e sul caro energia. Per l’Italia resta aperta la richiesta di strumenti più efficaci contro l’aumento dei costi, mentre il vertice europeo potrà proseguire sui restanti dossier, a cominciare dalla guerra in Ucraina.
