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Addio a un grande italiano, simbolo di una generazione: il triste annuncio è appena arrivato

Un principio dichiarato: parola e azione

Tra i tratti richiamati del suo profilo pubblico, emergeva l’idea di intervenire nel dibattito solo in presenza di una reale necessità, quando il momento del dire coincideva con quello del fare. In questa prospettiva, l’analisi urbana e il lavoro sul linguaggio venivano considerati parte di un medesimo percorso.

Lingua italiana e dialetto: un uso complementare

Di origine lombarda e con madre pistoiese, Consonni alternava con naturalezza l’italiano e il dialetto, in particolare quello rurale legato all’infanzia. Non li considerava strumenti contrapposti, ma «due punti di ascolto reciproco», utili a rappresentare in modo più completo l’esperienza.

Le opere poetiche e la raccolta Vûs

Tra i lavori più citati figura Vûs (Einaudi, 1997), organizzato in una sezione di ambientazione rurale e una cittadina. L’oralità, la memoria dei luoghi e l’ascolto diventavano elementi centrali, sviluppati in testi brevi e concentrati.

Dal debutto con Lumbardia (1983) a Viridarium (1987) e alle pubblicazioni successive, Consonni ha mantenuto un’impostazione essenziale, con una scrittura che alternava ironia e malinconia. Le poesie, spesso vicine alla forma dell’epigramma, partivano dall’osservazione di dettagli quotidiani per aprire a immagini più ampie.

La visione sulla città e le critiche a Milano

Negli anni, il suo giudizio sullo sviluppo urbano si è fatto più rigoroso. In particolare, rispetto a Milano, Consonni sosteneva che la città avesse progressivamente perso la dimensione di spazio collettivo, divenendo un contesto segnato da dinamiche di speculazione e sfruttamento. Le sue critiche si rivolgevano alle amministrazioni e alle cosiddette archistar, con riferimento a degrado urbano, traffico e pressione della pubblicità.

Il lavoro sull’Archivio di Piero Bottoni

Giancarlo Consonni ha diretto anche l’Archivio di Piero Bottoni, contribuendo alla valorizzazione e alla tutela della memoria di una figura centrale per il design e l’urbanistica in Italia. Resta il profilo di un intellettuale che ha coniugato attività di studio e intervento pubblico con un percorso artistico personale.

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