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“Addio a una figura storica per l’Italia”. Il triste annuncio in questi minuti

I funerali a San Miniato al Monte: l’ultimo saluto a 88 anni

È morto nella serata di domenica 1° novembre Giovanni Gentile, storico editore e per molti decenni presenza rilevante della vita culturale ed economica di Firenze. Aveva 88 anni. I funerali, come reso noto, sono in programma per martedì 3 novembre alle ore 11, nella basilica di San Miniato al Monte.

Le Lettere e l’eredità culturale di Giovanni Gentile

Giovanni Gentile era presidente della casa editrice Le Lettere, realtà che ha contribuito a rendere Firenze un punto di riferimento per gli appassionati e gli studiosi delle discipline umanistiche. La sua figura, tuttavia, non può essere separata dalla storia di una famiglia il cui rapporto con l’editoria ha attraversato una parte significativa del Novecento italiano.

Era figlio di Federico Gentile, editore con il quale avrebbe fondato Le Lettere nel 1976, e nipote del filosofo Giovanni Gentile. Una genealogia intellettuale rilevante, che non si tradusse soltanto in un’eredità da conservare: nel tempo, l’editore costruì un proprio percorso professionale, fatto di esperienza diretta, scelte editoriali e progetti destinati a incidere nel dibattito culturale.

La nascita di Le Lettere avvenne dopo la cessione della storica Sansoni al gruppo Rizzoli. In quel passaggio, che avrebbe potuto segnare una cesura, prese forma un nuovo progetto: una casa editrice orientata alla storia, all’arte, alla letteratura e alla riflessione filosofica. Una scelta controcorrente solo in apparenza, perché fondata sulla convinzione che la ricerca e i classici potessero ancora parlare al presente.

La formazione a Firenze e l’esperienza editoriale in Europa

Nato a Firenze il 29 luglio 1938, Giovanni Gentile si laureò in Lettere all’Università della città, discutendo una tesi di storia medievale con Ernesto Sestan. Ottenne il massimo dei voti con lode, un risultato che racconta già il rigore di una formazione destinata a orientare il suo futuro professionale.

Nei primi anni Sessanta la sua esperienza si allargò oltre i confini nazionali. Lavorò infatti presso case editrici in Inghilterra e Francia, confrontandosi con metodi, lingue e dinamiche del mercato internazionale. Non fu soltanto un periodo di apprendistato: secondo la ricostruzione del suo percorso, quegli anni contribuirono a definire uno sguardo più ampio sul mestiere dell’editore.

Il ritorno in Italia lo portò poi alla Sansoni, la storica casa editrice fondata dal padre. Qui ricoprì incarichi diversi fino a diventare direttore generale, maturando competenze che andavano dall’organizzazione delle reti di vendita libraria e rateale allo sviluppo delle grandi opere, realizzate anche in collaborazione con l’Istituto Geografico De Agostini.

Il catalogo Le Lettere tra filosofia, Dante e ricerca

Con Le Lettere, Giovanni Gentile contribuì a costruire nel tempo un catalogo di circa 1.500 titoli, distribuiti in una quarantina di collane, affiancati da numerose pubblicazioni periodiche. Numeri che restituiscono la dimensione concreta di un lavoro editoriale lungo e articolato, ma che non esauriscono il significato di questa esperienza.

Tra i risultati più significativi figura il completamento, nel 1999, dell’Opera Omnia del filosofo Giovanni Gentile. Dal 1994, inoltre, la casa editrice ha pubblicato le opere di Dante Alighieri per conto della Società Dantesca Italiana: un impegno di grande rilievo, legato a uno degli autori più studiati e rappresentativi della tradizione italiana.

Altrettanto importante è stato il sostegno offerto alle riviste specializzate. Le Lettere pubblica 18 periodici, tra cui il Giornale critico della filosofia italiana, Lingua nostra, La Rassegna della letteratura italiana e i bollettini annuali dell’Accademia della Crusca. Dietro questi titoli si intravede una rete di studiosi, lettori e ricerche che l’editore ha contribuito a far circolare.

L’ultimo saluto a un protagonista della cultura fiorentina

Resta dunque l’immagine di un uomo che ha scelto di lavorare sulle parole e sulle idee, affidando al tempo la misura dei propri risultati. La morte di Giovanni Gentile lascia un’assenza avvertita soprattutto nella città che è stata il centro della sua vita e della sua attività, ma la sua eredità non si interrompe con l’annuncio di queste ore.

Nei libri entrati nei cataloghi, nelle collane dedicate agli studi umanistici e nelle riviste che continuano a ospitare il confronto culturale resta traccia del suo cammino. È lì che prosegue, con discrezione, il lascito di un editore che ha fatto della continuità tra passato e futuro la propria scelta più riconoscibile.

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