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Lutto nel calcio, addio a una vera leggenda: ha fatto la storia

Gli inizi, il soprannome “El Niño” e l’esplosione con l’Atletico Madrid

Nato nel 1934, Enrique Collar ha legato quasi interamente la propria carriera all’Atletico Madrid, con cui ha disputato 16 stagioni, totalizzando 470 presenze ufficiali e realizzando 105 goal. Fin dalle prime apparizioni con la maglia biancorossa gli fu attribuito il soprannome di “El Niño”, dovuto all’aspetto giovanile e alla struttura fisica minuta: bassa statura, corporatura leggera ed esile, tratti che facevano pensare più a un ragazzo che a un professionista affermato.

Nonostante una fisicità apparentemente poco imponente, Collar si è affermato come una delle ali sinistre più efficaci e riconosciute della sua epoca. La combinazione di velocità, dribbling in corsa e grande imprevedibilità lo rendeva un avversario estremamente difficile da marcare. Capace di controllare il pallone ad alta intensità e di creare superiorità numerica, è stato spesso indicato come punto di riferimento tattico nelle squadre in cui ha militato.

La sua crescita sportiva coincide con un periodo di espansione dell’Atletico Madrid, club che in quegli anni cercava di consolidare la propria identità a livello nazionale e internazionale. In campo, Enrique Collar si distingueva per la capacità di servire palloni precisi in area di rigore, per la continuità di rendimento e per l’abilità nell’uno contro uno, elementi che gli hanno garantito un posto stabile nell’undici titolare.

Il contributo dell’ala spagnola non si limitava alle giocate spettacolari: il numero di partite disputate e la costanza negli anni testimoniano una carriera costruita su affidabilità e disciplina. Queste qualità hanno rafforzato l’immagine di Collar come bandiera del club, punto di riferimento per i compagni e per gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina dell’Atletico.

L’”Ala infernal” e il periodo d’oro con Peirò

Uno dei capitoli più significativi della carriera di Enrique Collar è legato alla celebre coppia offensiva formata con Joaquín Peirò, passata alla storia come “Ala infernal” dell’Atletico Madrid. Tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60, i due calciatori divennero protagonisti di un attacco estremamente temuto nelle competizioni nazionali e internazionali.

In quel contesto tattico, Collar agiva prevalentemente sulla fascia sinistra, occupandosi di confezionare cross e palloni invitanti verso l’area di rigore, mentre Peirò, soprannominato “El Pillo” (il rapace), si incaricava di finalizzare l’azione con conclusioni precise. L’intesa tra i due, frutto di un lungo lavoro e di un’affinità tecnica evidente, portò l’Atletico Madrid a ottenere risultati importanti e a costruire una reputazione di squadra offensiva e spettacolare.

La combinazione tra la rapidità e la tecnica di Collar e l’istinto sotto porta di Peirò è ricordata ancora oggi dai sostenitori del club come una delle più efficaci nella storia dei Colchoneros. Molte cronache dell’epoca sottolineano come le difese avversarie faticassero a contenere le incursioni dell’ala spagnola, spesso decisivo nel creare la giocata che spezzava gli equilibri della partita.

Quell’Atletico, costruito attorno a una forte identità offensiva, trovò in Enrique Collar un interprete ideale del calcio veloce e verticale tipico di quegli anni. Le sue prestazioni contribuirono a definire lo stile del club e a consolidare il legame con una generazione di tifosi che identificava in lui il simbolo di una squadra dinamica e ambiziosa.

I successi internazionali: la Recopa d’Europa del 1962

Il momento di massimo splendore per Enrique Collar con la maglia dell’Atletico Madrid coincide con la conquista della Recopa d’Europa 1962, vinta contro la Fiorentina. Si trattò del primo trofeo internazionale della storia del club madrileno, un risultato che segnò una tappa fondamentale nella crescita della società a livello europeo.

In quella competizione, Collar ebbe un ruolo di primo piano, distinguendosi come uno dei protagonisti principali grazie alla sua capacità di incidere nelle gare decisive. Il successo nella Recopa consolidò il prestigio dell’Atletico sul panorama continentale e contribuì a far conoscere maggiormente il talento dell’ala spagnola anche fuori dai confini nazionali.

La conquista del titolo europeo rappresentò non solo un traguardo sportivo, ma anche una conferma della bontà del progetto tecnico del club, che aveva puntato su giocatori come Enrique Collar per costruire una squadra competitiva su più fronti. Ancora oggi, le immagini e i racconti di quella finale vengono spesso citati nelle rievocazioni storiche dedicate alla società biancorossa.

Accanto alla Recopa, il periodo in cui Collar indossò la maglia dell’Atletico fu caratterizzato anche da altri successi e buoni piazzamenti nelle competizioni nazionali, che contribuirono a definire un’era di consolidamento e crescita per il club madrileno.

La carriera in nazionale con la Spagna

Oltre all’importante percorso con l’Atletico Madrid, Enrique Collar ha avuto un ruolo rilevante anche con la nazionale spagnola. Con la Roja ha collezionato 16 presenze e realizzato 4 gol, prendendo parte a sfide di rilievo nel contesto internazionale. Il suo esordio in nazionale risale al 1955, in una partita contro la Svizzera, conclusa con una vittoria per 3-0, alla quale contribuì con una prestazione positiva.

L’apice del percorso con la selezione spagnola è rappresentato dalla partecipazione al Mondiale 1962. In quella edizione della Coppa del Mondo, disputata in Cile, Collar ebbe l’occasione di affrontare alcune delle nazionali più forti del periodo, tra cui il Brasile guidato da Pelé. L’esperienza mondiale gli permise di misurarsi con un calcio di altissimo livello e di ampliare ulteriormente la propria visibilità internazionale.

Tra gli episodi più ricordati della sua avventura con la Roja figura il gol contro il Cile segnato durante una tournée sudamericana nel 1960. Quella rete, rimasta nella memoria degli appassionati, è spesso citata tra i momenti più rappresentativi della sua carriera in maglia nazionale e contribuisce a delineare l’immagine di un giocatore capace di lasciare il segno anche fuori dal contesto del club.

La presenza costante di Enrique Collar nelle convocazioni della nazionale spagnola nel corso di quegli anni testimonia la considerazione che commissari tecnici e addetti ai lavori avevano di lui, riconoscendone qualità tecniche e affidabilità tattica.

Il ruolo dopo il ritiro e il legame con la Fondazione Atletico Madrid

Terminata la carriera agonistica, Enrique Collar non ha mai interrotto il rapporto con il calcio e con l’Atletico Madrid. Nel corso del tempo ha ricoperto diverse funzioni rappresentative, fino a essere nominato, tra il 2005 e il 2011, presidente della Fondazione Atletico Madrid. In questo ruolo ha collaborato allo sviluppo di progetti sociali, formativi e culturali promossi dal club.

La Fondazione Atletico Madrid si occupa di iniziative legate alla solidarietà, alla promozione dello sport tra i giovani e al rafforzamento del legame tra la società e il territorio. Durante il periodo in cui Collar ne è stato presidente, sono stati portati avanti diversi programmi rivolti a scuole, associazioni e realtà locali, con l’obiettivo di utilizzare il calcio come strumento educativo e di integrazione.

La presenza di una figura storica come Enrique Collar al vertice della Fondazione ha contribuito a dare ulteriore credibilità alle attività dell’ente, anche agli occhi dei tifosi e dei partner istituzionali. La sua immagine di ex calciatore legato indissolubilmente ai colori biancorossi ha rafforzato il senso di continuità tra la storia sportiva del club e i progetti rivolti al futuro.

In numerose occasioni ufficiali, Collar è stato chiamato a rappresentare l’Atletico in eventi pubblici, cerimonie e incontri con i sostenitori, consolidando sempre di più il suo ruolo di ambasciatore del club anche dopo l’addio ai campi di gioco.

Un’icona per i tifosi: l’omaggio sulla tessera membership 2023-24

Negli anni successivi al ritiro, Enrique Collar è rimasto una figura di riferimento per l’ambiente biancorosso. Nel 2023, l’Atletico Madrid ha scelto di dedicargli un tributo speciale: il suo volto è stato infatti selezionato per comparire sulla tessera membership relativa alla stagione 2023-24. Un gesto simbolico, che ha voluto riconoscere il suo posto nella storia del club e il legame con la tifoseria.

La decisione di inserire l’immagine di Collar sulla tessera dei soci ha rappresentato un modo concreto per mantenere viva la memoria di un calciatore che ha indossato la maglia dell’Atletico per quasi due decenni. Migliaia di abbonati hanno così potuto portare con sé, durante l’intera stagione, il volto di una delle bandiere più significative della società madrilena.

Questo riconoscimento si aggiunge ad altri omaggi che il club ha riservato nel tempo alle proprie leggende, contribuendo a costruire una narrazione storica in cui figure come Enrique Collar occupano un ruolo centrale. Per molti sostenitori, la presenza del suo ritratto sulla tessera ha rappresentato un richiamo diretto alle radici e ai valori originari dei Colchoneros.

Anche dopo la sua scomparsa, il ricordo di Collar continuerà a essere legato a questi gesti simbolici e alle numerose testimonianze di stima arrivate dal mondo del calcio, a conferma di un’eredità sportiva e umana destinata a rimanere nel tempo.

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