Otto giorni in coma e la morte in ospedale
Una volta arrivato in reparto, l’uomo è rimasto in coma per otto giorni. In questo periodo i sanitari hanno seguito l’evoluzione del quadro clinico con controlli e valutazioni continue, ma non si sarebbero registrati segnali di recupero tali da far prevedere un miglioramento sostanziale.
Nel pomeriggio di lunedì, i medici hanno infine constatato il decesso di Michele Cavallero. La notizia ha chiuso giorni di attesa e preoccupazione per chi gli era vicino, tra Treviso e Cortina, dove l’uomo era conosciuto e stimato in diversi ambienti.
La vicenda, per dinamica e rapidità, riporta l’attenzione sui rischi che possono manifestarsi improvvisamente anche durante attività sportive praticate da appassionati ed esperti. In montagna, la tempestività dei soccorsi è un fattore determinante, ma non sempre sufficiente a evitare esiti tragici nei casi più severi.
Nel corso della sua vita, Cavallero aveva consolidato un percorso professionale nel settore immobiliare, fino a diventare uno dei proprietari immobiliari più noti del centro di Treviso. Parallelamente, aveva coltivato con continuità la passione per lo sci, sport che praticava con grande frequenza nel comprensorio ampezzano.
Proprio questo legame con la montagna aveva fatto di Cortina una sorta di seconda casa: non solo luogo di vacanza, ma spazio di vita e relazioni, costruite nel tempo attraverso la presenza regolare e l’impegno nelle attività legate alle piste.
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I funerali a Cortina d’Ampezzo: data e luogo della cerimonia
L’ultimo saluto a Michele Cavallero sarà celebrato nella località che negli anni era diventata un punto centrale della sua quotidianità. I funerali sono stati fissati per venerdì 13 marzo alle ore 15 nella basilica di Cortina d’Ampezzo.
La cerimonia rappresenterà un momento di raccoglimento per la famiglia e per gli amici, ma anche per chi lo aveva conosciuto nel contesto lavorativo e sociale. La scelta di Cortina, rispetto a Treviso, sottolinea la rilevanza che quel luogo aveva assunto nel suo percorso personale.
Treviso e Cortina, in queste ore, restano le due comunità maggiormente coinvolte dal lutto: la prima legata alla sua storia professionale e alle radici, la seconda connessa alla dimensione più privata e alla passione sportiva che lo accompagnava da tempo.
In attesa della cerimonia, il ricordo dell’uomo si concentra su una vita divisa tra impegni lavorativi e sport, interrotta da un evento improvviso verificatosi in un contesto che per lui rappresentava normalità e abitudine: una giornata sulle piste da sci.