
Lutto nel giornalismo campano e nazionale: è morto a 84 anni Mimmo Liguoro, storico volto del telegiornale Rai e firma di rilievo dell’informazione italiana. Nato a Torre del Greco, aveva mantenuto per tutta la vita un legame forte con la sua città d’origine.
La morte è avvenuta nella notte a Roma, dove risiedeva da tempo. La notizia ha suscitato cordoglio nel mondo dell’informazione, che perde una figura riconosciuta per continuità professionale e presenza nelle principali stagioni della televisione pubblica.
Al grande pubblico Liguoro era noto soprattutto per la conduzione del TG2 e, in seguito, del TG3. Due incarichi che ne hanno rafforzato la reputazione di giornalista affidabile, contribuendo a renderlo un riferimento per molti telespettatori.
Nel corso della sua attività ha attraversato cambiamenti profondi nel modo di fare informazione, mantenendo un’impostazione lineare e uno stile identificabile. La sua carriera è stata associata a un’idea di etica professionale e di rigore nella presentazione delle notizie.

Una carriera tra tv, cultura e scrittura
Oltre al lavoro in redazione e alla conduzione, Mimmo Liguoro si era dedicato anche alla scrittura, pubblicando diversi testi e progetti editoriali. Il suo profilo non si è limitato alla dimensione televisiva: nel tempo ha affiancato all’attività giornalistica un impegno costante nella produzione culturale.
Tra le opere più citate figura “Storie e poesie di un mascalzone latino”, biografia dedicata a Pino Daniele, realizzata a quattro mani con l’artista e pubblicata dall’editore Tullio Pironti. Un lavoro che viene ricordato come esempio del suo interesse per la narrazione e per le personalità che hanno segnato la cultura italiana.
Liguoro era inoltre noto per la sua vicinanza al mondo partenopeo e per l’attenzione con cui raccontava la città. Grande tifoso del SSC Napoli, ha spesso espresso una partecipazione autentica alle vicende sportive, contribuendo a consolidare un’immagine riconoscibile di Napoli nel racconto nazionale.
La sua figura è stata descritta come capace di tenere insieme competenze diverse: la gestione del lavoro giornalistico, la conduzione televisiva e una sensibilità per i temi culturali. Elementi che, nel tempo, hanno alimentato la percezione di un professionista completo e coerente.
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