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“Addio, grande donna!”. L’Italia perde una figura di riferimento. Lacrime

Il cordoglio del Partito Repubblicano Italiano per Fernanda Argnani

La notizia della morte di Fernanda Argnani ha suscitato anche il cordoglio del Partito Repubblicano Italiano. Nel messaggio diffuso dal partito viene ricordata la sua vicinanza alla realtà ravennate e la condivisione dei valori mazziniani, con particolare attenzione al ruolo della scuola nella crescita di cittadini liberi e consapevoli.

«Fernanda ha attraversato un secolo intero fedele al suo motto: “Il mio lavoro, ancora oggi, è capire e conoscere”. Per tanti repubblicani ravennati è stata un punto di riferimento come lo è stata per tutti i suoi studenti, che ha formato con rigore, libertà di pensiero e quell’umanesimo laico che è l’essenza dell’impegno repubblicano. In lei viveva, limpida, la fedeltà al pensiero mazziniano sull’educazione: la scuola come emancipazione della persona, come strumento di riscatto sociale e formazione di cittadini liberi e consapevoli. Una lezione che risuona ancor più necessaria in questi giorni, in cui si discute di riforme della scuola che sembrano andare nella direzione opposta».

Nel tributo viene poi richiamata una frase che, secondo quanto riportato, racchiudeva il senso più profondo del suo lavoro: l’idea che gli studenti potessero diventare figli ideali, accompagnati nella scoperta del mondo e della propria coscienza civile.

«Quando diceva “I miei figli putativi sono state le migliaia di studenti che ho avuto”, Fernanda ricordava idealmente ciò che Giuseppe Mazzini fece a Londra, quando nel 1841 aprì una scuola gratuita per i giovani italiani emigrati, istruendoli ed educandoli come fossero figli suoi. Stessa dedizione, stessa idea repubblicana: l’educazione come atto d’amore verso la comunità e verso il futuro del Paese. Di lei si potrà sempre dire che la sua è stata davvero una vita per la scuola, una vita per la Repubblica. Alla sua famiglia, ai suoi ex alunni e alla comunità di Gambellara giunga il cordoglio più sentito mio personale e dei Repubblicani dell’Emilia-Romagna».

Resta così il profilo di una insegnante che ha attraversato un secolo senza perdere il desiderio di comprendere e conoscere. Un’eredità fatta di cultura, libertà di pensiero e attenzione alle persone, destinata a restare viva nella memoria di chi ne ha ascoltato le lezioni.

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