La finale del 1960 e il 7-3 contro l’Eintracht Francoforte
Tra le partite più note del ciclo del Real Madrid rientra la finale di Coppa dei Campioni del 1960 contro l’Eintracht Francoforte, terminata 7-3. L’incontro è considerato uno degli eventi simbolo della nascita del calcio europeo moderno, con un impatto rilevante anche a livello mediatico.
In quella gara, la squadra madrilena si impose con una prestazione offensiva che ha segnato un’epoca; Santamaría era parte della linea difensiva chiamata a garantire equilibrio in una partita ad alta intensità.

Dopo il ritiro: Santamaría allenatore e il lavoro con la Spagna
Conclusa la carriera da calciatore, Santamaría rimase nell’ambiente calcistico e iniziò un percorso da tecnico. Una delle prime tappe fu il lavoro con le giovanili del Real Madrid, incarico che lo vide impegnato nella formazione dei giovani calciatori del club.
Successivamente, la sua attività lo portò a ruoli istituzionali in ambito federale: guidò la Nazionale olimpica spagnola ai Giochi del 1968 e del 1980, fino ad assumere l’incarico di Commissario Tecnico della Spagna.
Tra gli appuntamenti più rilevanti della sua esperienza in panchina figura il Mondiale del 1982, disputato in Spagna. Il torneo si concluse con la vittoria dell’Italia di Enzo Bearzot, mentre la nazionale ospitante non raggiunse gli obiettivi prefissati.
Il profilo sportivo: un difensore soprannominato “The Wall”
Nel corso della carriera, Santamaría è stato associato al soprannome “The Wall”. La definizione è stata collegata alle sue caratteristiche di marcatura, alla presenza fisica e alla capacità di mantenere ordine nel reparto arretrato.
La sua figura resta legata a una fase storica in cui il Real Madrid contribuì a definire standard e immaginario del calcio europeo, con un gruppo di giocatori destinato a rimanere tra i più ricordati del XX secolo.