Dagli esordi alla prima squadra
Nato a Torino l’8 novembre 1942, Alessandro “Sandro” Mazzola si avvicinò al calcio negli anni della crescita a Milano. Entrò nel settore giovanile dell’Inter e completò tutta la trafila prima di arrivare in prima squadra. Nel suo percorso iniziale ebbe modo di confrontarsi con figure che appartenevano già alla storia nerazzurra, tra cui Giuseppe Meazza e Benito Lorenzi.
L’esordio ufficiale arrivò il 10 giugno 1961, in una partita rimasta celebre per il contesto in cui fu giocata. L’Inter schierò la formazione giovanile contro la Juventus in segno di protesta dopo le decisioni maturate attorno alla ripetizione del derby d’Italia. La gara terminò con un netto successo bianconero, ma il diciannovenne Mazzola firmò l’unica rete nerazzurra: un episodio che segnò l’inizio della sua lunga storia con la prima squadra.
Da quel momento la sua crescita fu progressiva. Mazzola univa qualità tecnica, capacità di inserimento e un marcato senso del gol, elementi che gli permisero di diventare rapidamente una presenza stabile nell’attacco interista. Il suo ruolo cambiò nel corso degli anni, ma rimase centrale la capacità di incidere nelle gare più importanti e di dare profondità alla manovra offensiva.
La Grande Inter di Helenio Herrera
La consacrazione arrivò sotto la guida di Helenio Herrera, l’allenatore che costruì la squadra passata alla storia come la Grande Inter. Nel sistema tattico del tecnico argentino naturalizzato francese, Mazzola trovò una posizione adatta alle sue caratteristiche: partiva spesso da lontano, si muoveva tra centrocampo e attacco e diventava un riferimento decisivo negli ultimi metri.
Il 1964 rappresentò uno snodo fondamentale. A Vienna, nella finale di Coppa dei Campioni contro il Real Madrid, Mazzola segnò due gol nel successo per 3-1 che consegnò all’Inter il primo titolo europeo della sua storia. Quella partita definì ulteriormente il suo profilo internazionale e aprì un ciclo che avrebbe portato altri trofei al club milanese.
L’anno successivo l’Inter confermò il proprio primato continentale, vincendo di nuovo la Coppa dei Campioni nella finale contro il Benfica disputata a Milano. Alla doppietta europea si aggiunsero le vittorie nella Coppa Intercontinentale, conquistata nel 1964 e nel 1965, oltre a quattro campionati italiani. I successi maturarono in un gruppo che comprendeva, tra gli altri, Giacinto Facchetti, Armando Picchi, Tarcisio Burgnich, Mario Corso e Luis Suárez.
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