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Adottano una bambina di 12 anni, poi la scoperta da brividi: chi era in realtà

Amanda Oliveira fingeva di essere una bambina: le condanne

Il caso è approdato in tribunale nello Stato di Santa Catarina. Per il reato di frode, la pena stabilita è stata di un anno, sei mesi e dieci giorni di reclusione; per la falsa identità, invece, quattro mesi e 18 giorni di detenzione. Al momento, sulla donna risulterebbero anche ulteriori contestazioni per presunte frodi nello Stato del Paraná.

Secondo quanto emerso, Oliveira avrebbe chiesto alla coppia di non avviare le pratiche per un’adozione ufficiale. La spiegazione fornita era particolarmente delicata: avrebbe raccontato di essere scappata da un padre violento e di temere che i documenti potessero aiutarlo a rintracciarla. Un racconto studiato nei dettagli, che avrebbe spinto la famiglia a non insistere.

Il parente insospettito e le ricerche online

La situazione ha iniziato a vacillare quando un parente della famiglia ha avvertito che qualcosa non tornava. Alcune verifiche effettuate sul web avrebbero fatto emergere il nome e la vera età della presunta dodicenne. A quel punto sono stati contattati gli inquirenti, intervenuti per effettuare gli accertamenti nell’abitazione.

Non sarebbe neppure la prima volta che Oliveira ricorre a questa identità fittizia. Stando alle informazioni riferite nel procedimento, in passato avrebbe già interpretato il ruolo di una bambina in altre circostanze, per poi allontanarsi quando il rischio di essere scoperta diventava troppo concreto. Un copione che si sarebbe ripetuto più volte.

La difesa: «Non volevo truffare nessuno»

Oliveira ha riconosciuto di essersi presentata come una minore, ma tramite il suo avvocato Lucio Sousa ha respinto l’ipotesi di una frode con finalità economiche. La difesa sostiene che la donna abbia attraversato una lunga condizione di vulnerabilità, vivendo anche per periodi in strada.

«Si è inventata un’identità, era il modo per sopravvivere», ha sostenuto il legale, aggiungendo che non avrebbe rubato né ottenuto benefici finanziari attraverso la sua condotta. Nei documenti depositati in tribunale compare anche la versione della stessa Oliveira: «Ho mentito e ingannato persone, ma non volevo truffare nessuno. C’era un vuoto in me, un bisogno di affetto».

I legali hanno inoltre richiesto una perizia psichiatrica. Secondo l’avvocata Sarita de Paiva, alla base della vicenda ci sarebbe una profonda ricerca di attenzione: «Mi ha detto che se si presentasse come una donna la gente non si preoccuperebbe di lei». Resta ora da chiarire ogni ulteriore profilo del caso nelle sedi competenti.

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