Il volo sulle Linee di Nazca e l’allarme dopo il decollo
L’aereo apparteneva alla compagnia Aerodiana ed era impegnato in uno dei collegamenti turistici organizzati per ammirare dall’alto gli enormi disegni tracciati nel deserto. Dopo la partenza, però, il velivolo avrebbe perso i contatti con la torre di controllo nel giro di pochi minuti.
I rottami sono stati individuati nei campi non lontano dall’aerodromo María Reiche. Ora ogni elemento può diventare decisivo: dalla traiettoria seguita dall’aereo alle comunicazioni avvenute prima della caduta. Le indagini sono appena iniziate.
Maltempo e forti venti: cosa stanno verificando gli investigatori
Fra le ipotesi al vaglio c’è anche quella legata alle condizioni meteorologiche. Nelle ore precedenti allo schianto, l’area era stata interessata da forti venti e raffiche intense, tanto da causare danni, cadute di alberi, problemi alle infrastrutture e incidenti stradali.
I voli turistici erano ripresi soltanto il giorno prima, dopo una sospensione dovuta proprio al maltempo. Questo dettaglio alimenta gli interrogativi, ma non consente ancora di stabilire un collegamento diretto: saranno le verifiche tecniche a chiarire se il vento abbia avuto un ruolo nella caduta dell’aereo.
Autopsie e identificazioni: le prossime tappe dell’inchiesta
La Procura ha disposto il trasferimento delle salme all’obitorio di Ica, dove verranno eseguite le autopsie. Parallelamente proseguono le procedure di identificazione e gli accertamenti sul velivolo, completamente distrutto nell’impatto.
L’Ambasciata d’Italia a Lima segue il caso insieme alle autorità locali, fornendo assistenza e mantenendo i contatti necessari con i familiari. I nomi degli italiani morti non sono stati diffusi.
Resta una tragedia che ha colpito persone partite per un breve viaggio nel cielo e finite al centro di un disastro improvviso. Nelle prossime ore le indagini dovranno fare luce sulle cause dello schianto in Perù e offrire le risposte che le famiglie attendono.