
La mattina di mercoledì 24 giugno Gianni Alemanno è uscito dal carcere di Rebibbia, tornando in libertà dopo il periodo di detenzione iniziato il 31 dicembre 2024. Davanti all’istituto penitenziario erano presenti telecamere, giornalisti e un gruppo di sostenitori.
Secondo quanto riferito sul posto, circa un centinaio di persone lo ha accolto con applausi e cori, tra cui “Uno di noi, Gianni uno di noi”, mentre gli operatori dell’informazione cercavano di raccogliere le sue dichiarazioni.

Le prime dichiarazioni di Gianni Alemanno dopo la scarcerazione
Interpellato dai cronisti subito dopo l’uscita, l’ex sindaco di Roma ha concentrato le sue parole sull’esperienza in carcere e sulle condizioni del sistema penitenziario.
“Il carcere è una vergogna nella nostra Repubblica”, ha dichiarato, indicando come tema centrale la difficoltà, a suo avviso, di garantire percorsi efficaci di recupero e reinserimento.
Carceri e sovraffollamento: l’affondo e la richiesta di confronto con Nordio
Nelle dichiarazioni rilasciate all’esterno di Rebibbia, Alemanno ha richiamato anche il problema del sovraffollamento negli istituti penitenziari italiani, sostenendo che l’intervento delle istituzioni non sarebbe stato sufficiente.
Ha inoltre riferito di voler chiedere un confronto con il ministro della Giustizia Carlo Nordio per discutere della situazione nelle carceri e delle possibili misure da adottare.
Nel suo intervento, il riferimento non ha riguardato soltanto il numero di persone detenute, ma anche la disponibilità di strumenti concreti legati a formazione, lavoro e recupero sociale.
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