Conte in contatto con la famiglia
A occuparsi del raccordo tra la famiglia, le autorità italiane e la struttura sanitaria sarebbe stato anche Giuseppe Conte. Il leader del Movimento 5 Stelle avrebbe seguito da vicino la situazione nelle ultime ore, contribuendo a mettere in contatto la famiglia di Di Battista con la Farnesina e a favorire l’arrivo dei professionisti italiani sull’isola.
La presenza dei due specialisti del Gemelli rappresenta così un passaggio importante nella gestione del ricovero: saranno gli accertamenti e l’andamento delle condizioni di salute a indicare quale potrà essere il passo successivo.

Tajani: “Combattivo nel tono”
Nel frattempo, l’ex parlamentare ha ricevuto messaggi di vicinanza anche da esponenti politici appartenenti a schieramenti diversi. Tra questi c’è Antonio Tajani, ministro degli Esteri, che avrebbe avuto un colloquio telefonico con Di Battista.
Al termine della conversazione, Tajani lo avrebbe descritto come «combattivo nel tono» e non indebolito sul piano morale, nonostante la situazione complicata. Il ministro ha inoltre ribadito la disponibilità del governo a fare tutto il necessario per assistere un cittadino italiano che si trovi in condizioni di salute delicate all’estero.
Durante la telefonata, però, Di Battista non avrebbe parlato soltanto della propria situazione. Avrebbe infatti raccontato a Tajani anche le difficoltà che sta attraversando Cuba, soffermandosi in particolare sulle conseguenze delle sanzioni americane.
Anche Gino Sorbillo aspetta il suo ritorno
La vicenda ha provocato reazioni anche al di fuori della politica. Tra i messaggi arrivati in queste ore c’è quello del pizzaiolo napoletano Gino Sorbillo, che ha voluto manifestare pubblicamente la propria vicinanza all’ex parlamentare.
Sorbillo ha promesso di organizzare una sorta di festa al suo ritorno in Italia, annunciando «Margherite in piazza per tutti». Un gesto simbolico che si aggiunge alle numerose manifestazioni di affetto arrivate mentre Di Battista continua il suo percorso di cure a Cuba, con i medici italiani ora al lavoro insieme all’équipe locale.