L’autista del SUV era minorenne
Il drammatico incidente stradale ha segnato profondamente la comunità di San Prisco, in provincia di Caserta. L’episodio ha scosso non solo le famiglie delle persone coinvolte, ma anche l’intera collettività locale, che si interroga sulle responsabilità e sulle misure necessarie a prevenire simili tragedie. Le indagini hanno infatti evidenziato una serie di gravi violazioni delle regole di sicurezza: la conducente, minorenne all’epoca dei fatti, non era in possesso di patente e il numero di passeggeri a bordo superava di gran lunga il limite consentito dalla normativa stradale.
La ragazza, minorenne all’epoca dei fatti, dovrà ora rispondere dell’accusa di omicidio stradale aggravato. Il procedimento giudiziario si preannuncia complesso e ricco di elementi da chiarire, coinvolgendo testimonianze, analisi tecniche e ricostruzioni dettagliate della dinamica.
Leggi anche: Terremoto in Italia, scossa nel primo pomeriggio

Il procedimento giudiziario e le indagini
La magistratura ha ascoltato le testimonianze dei presenti e acquisito i dati dei telefoni cellulari per ricostruire ogni dettaglio della tragica notte. Particolare attenzione è stata posta sulle dinamiche che hanno preceduto l’incidente, sulle eventuali responsabilità dei passeggeri e sulle condizioni del veicolo.
Il processo a carico della ex minorenne, oggi diciottenne, si aprirà il prossimo 22 gennaio presso il tribunale per i minorenni. Il capo d’imputazione è omicidio stradale aggravato, con l’obiettivo di chiarire le responsabilità di una scelta che ha provocato dolore e perdita irreversibili.